Maggio-Giugno-2015
19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 della III D del liceo Virgilio di Roma. Cito dal volumetto Testimonianze , pubblicato dal- l’UCIIM Piemonte nel 2006, anno centenario della nascita di Nosengo, in occasione del Convegno nazionale dedicatogli dall’UCIIM: «Arrivò in classe, scrive Rosetta, un nuovo insegnante di religione, laico, e con grande nostra meraviglia, invece che parlarci di co- mandamenti e di precetti della Chiesa co- minciò a farci discutere di problemi che ci appassionavano: i diritti e la dignità della persona umana, il vero significato della li- bertà, l’incidenza del principio di solidarie- tà nell’ organizzazione civile del Paese e nei rapporti internazionali. L’atteggiamento verso il professore di religione cambiò radi- calmente e l’ora di religione non bastò più. Ricordo le lunghe camminate sul marciapie- de di Via Carini, che vedevano Nosengo cir- condato da un gruppo di giovani curiosi e pieni di interessi, che andavano a trovarlo a Villa Bassi per continuare a discutere con lui. Scoprii poco alla volta che Nosengo era fra gli autori del Codice di Camaldoli, era il fondatore dell’UCIIM, era legato da un anti- co rapporto con i miei genitori. La maturità classica non interruppe i nostri rapporti con lui, perché i suoi ex allievi continuarono a incontrarlo per discutere di temi generali e di scelte personali e professionali. Era nato un profondo rapporto di fiducia e sentivamo che Nosengo ci voleva bene e ci capiva. Questo rapporto di fiducia dura ancora e trova una sua dimensione nella preghiera». Ricordo tra parentesi che quando la Jervoli- no entrò come ministro nella sua stanza, disse di riconoscere quel luogo, dove sua madre era stata sottosegretaria, ma notò che non c’era più, dietro la poltrona, un ri- tratto della Madonna. Il giorno seguente ar- rivai con chiodi e martello e appesi alla pa- rete un piccolo quadro della Madonna, che sarebbe poi scomparso con l’arrivo di un mi- nistro «laico». Anch’io avrei scoperto in seguito chi era Nosengo, avendo anche la gioia di collabo- rare con lui gli ultimi anni della sua vita terrena, dal 1964 al 1968. Ero stato nel di- rettivo della sezione di Reggio Emilia nel 1962 e nel consiglio centrale nel 1966. No- sengo mi chiese di trasferirmi a Roma, per- ché sentiva il bisogno, come scrisse nel suo diario e mi disse più volte al telefono, di un «aiutante-successore»: c’erano a Roma tre cattedre di filosofia libere per un trasferi- mento, e lui si sarebbe fatto carico del tra- sloco. Gli spiegai, in una lettera del dicem- bre 1966, che non potevo correre i rischi di un trapianto a Roma, con tre figli piccoli. Conclusi la lettera in questo modo: «Anche se sono arrivato tardi, ho trovato nella tua persona e nell’UCIIM il mio più vero punto d’inserzione fra il tempo e l’eterno, fra la comunità umana e quella divina. Sono certo che le decisioni che prenderai saranno ca- paci di salvare quel patrimonio storico e so- prannaturale che è l’UCIIM. In questi giorni di grazia, in cui il mio Attilio ha ricevuto il battesimo, ci pregherò su, perché il Signore c’illumini». Prima che a Roma, Nosengo aveva inse- gnato religione a Milano, dal 1934 al 1940, nell’Istituto magistrale Virgilio. Frutto della sua ricerca di quegli anni è anche un vivace diario di scuola, intitolato Così come siamo . Note di vita scritte da sei adolescenti e presentate da G.N. , Milano 1939). È un con- creto esempio di quella didattica attivistica di ascendenza scoutistica, di cui egli è stato uno dei più originali e convinti sostenitori. Per certi aspetti di carattere metodologico anticipa la scrittura collettiva della Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani, che proprio in quegli anni studiava nel liceo Berchet di Milano. Il volume mise in allarme la Questura fascista, che pensò di trovarsi di fronte ad un gruppo «sovversivo». Qualche colpo di sonda nel mare delle sue agende Trasferitosi a Roma, per insegnare nel li- ceo Cavour, incappò ancora nella persecu- zione fascista, si rifugiò temporaneamente in Vaticano, preparandosi al dopo , col grup- po che faceva capo alla FUCI, ai Laureati Cattolici e a mons. Montini. Nei suoi qua- derni e nelle sue 16 agende, scritte regolar- mente dal 1953 al 1968, ora custodite nel Fondo Nosengo dell ’Archivio per la storia dell’educazione in Italia Università Cattoli- ca del S. Cuore, sede di Brescia, frutto di una convenzione di comodato con l’UCIIM, si trova una miniera di note, relative a
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