Maggio-Giugno-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 18 RICORDARE NOSENGO NEL MIUR Luciano Corradini, Presidente emerito UCIIM È bello pensare che nel grande palazzo del Ministero della Pubblica Istruzione siano ricordati non solo i più antichi ti- tolari del Dicastero, con eleganti ritratti esposti nel Salone dei Ministri, ma anche personaggi che appartengono al mondo del- la scuola e della pedagogia, in alcuni auste- ri corridoi del Palazzo. Un maestro visto dagli studenti Tra questi ci sarà anche il «nostro» Ge- sualdo Nosengo. Quando lo vidi e lo ascoltai per la prima volta, da matricola di filosofia, nell’Universitò Cattolica, non sapevo chi fosse. Eravamo nel 1954, al XII congresso del Na- zionale del Movimento Stu- denti, a Roma, alla Domus Pa- cis. Ho potuto ricostruire im- magini e contenuti di quel congresso dal numero del 23 novembre del quindicinale Gioventù Studentesca. Un’am- pia fotografia ritrae, al tavolo della Presidenza, Piersanti Mattarella, che sorride a No- sengo, presidente dell’UCIIM. Nella cronaca si legge que- sto quadretto: «Simpaticissi- mo il presidente Nosengo. Ha una certa maniera di dire la sua ironia in serietà e la sua serietà in ironia. Alla fine gli siamo intorno, lo assediamo di domande: un professore sotto esame! Nosengo accetta sorridendo e non si difende neppure con un gesto dall’incalzare dei giovani. È tardi quando i giovani si dividono in gruppi e ini- ziano i lavori di discussione e di studio». Eravamo tutti, circa 400, in giacca e cravat- ta. Fra i relatori c’erano anche Oscar Luigi Scalfaro, allora sottosegretario alla Presi- denza del Consiglio, e il ministro Giuseppe Ermini. Non ci invitavano a convertire i no- stri compagni per portarli in chiesa, ma a mettere a disposizione fede, impegno per- sonale e di gruppo, per l’approfondimento della verità, «sicché la scuola torni ad esse- re madre di autentica civiltà, di umanità, di vero progresso», come scrisse Alvise Cheru- bini, delegato centrale del Movimento. Con un salto di quasi mezzo secolo (feb- braio 1993), ricordo d’aver accompagnato al Quirinale, col ministro Rosa Russo Jervoli- no, i 400 studenti del Progetto Giovani 93 del Ministero della Pubblica istruzione. Con- segnai riservatamente al presidente Scalfa- ro quel giornale, dicendogli che uno dei ra- gazzi di allora, il sottoscritto, aveva fatto tesoro del suo discorso e che ora andava a fargli visita con quattrocento studenti ita- liani eletti dalle scuole delle rispettive pro- vince, e non con gli studenti cattolici. Aggiungo al mio, anche il ricordo del mi- nistro Jervolino, negli anni ’50 studentessa
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