Maggio-Giugno-2015
relli, nel tracciarne il profilo, ricorda che, quando Nosengo parla dell’amore, utilizza un linguaggio che potrebbe apparire di- stante però, se si va a fondo, ne emerge un messaggio importantissimo. Viene in mente una famosa citazione di John De- wey, che con parole molto semplici espri- me un concetto profondo: «per imparare l’inglese occorrono tre cose, amare l’in- glese, amare l’insegnamento dell’inglese e amare John». A pensarci bene, l’amore co- me fulcro dell’azione pedagogica è proprio quello di cui parla Nosengo. Compito dell’Uciim è anche quello di tradurre la sua espressione – che è densa di significati - in un linguaggio più attuale, facendone emergere le chiavi interpretative. Quando, ad esempio, Nosengo parla di virtù non fa un riferimento scontato. Pen- siamo al concetto classico di giustizia, espresso da Ulpiano - Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tri- buendi (4): la giustizia è una volontà co- stante e inattenuata che attribuisce a cia- scuno il suo diritto. E San Tommaso lo rinno- va - Iustitia est habitus secundus quem ali- quis constanti et perpetua voluntate ius suum unicuique tribuit (5): la Giustizia è un abito per cui l’uomo è inclinato a dare a ciascuno il suo con volontà costante e per- petua. Ecco che l’abito, in senso tomistico, è la virtù, l’abito morale, come un quid che si realizza senza sforzo. Si è giusti perché ci si è tanto esercitati dentro, si è fatta un’ascesi interiore, tale per cui la giustizia viene a noi connaturale. Ci troviamo ora al secondo piano, il pia- no nobile, dove risiedono i Ministri, i Sotto- segretari e, nonostante il mio ufficio sia un po’ più in là, ogni tanto attraversiamo an- che noi questi spazi dove assistiamo e par- tecipiamo al nascere delle leggi. Allora ci tremano i polsi, come si suol dire, perché siamo consapevoli che quando qui si scrive un documento, questo poi andrà in tutte le scuole e avrà un effetto rilevante sulla vita di milioni di persone. Immaginate allora questi corridoi, che dedicheremo a pedago- 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 gisti ed educatori, ove operano persone che lavorano per la scuola, secondo un habitus di giustizia! Nosengo era allievo di Mario Casotti, co- lui che sistematizzò il sapere pedagogico. La pedagogia, secondo Casotti, si articola in antropologia pedagogica, metodologia o di- dattica e teleologia; c’è una finalità peda- gogica, che parte da una concezione del bambino, ed è soltanto allora, quando ho un fine e una concezione, che posso appli- care un metodo. Quanto sono attuali e im- portanti queste parole! Io mi occupo di bi- sogni educativi speciali, un ambito in cui si parla tanto di individualizzazione e perso- nalizzazione degli apprendimenti, e Nosen- go già allora parlava di personalizzare l’in- segnamento: come si può fare se non si ha una concezione dell’uomo e dell’essere umano? Termino quindi con un omaggio a San Tommaso, che si lega a quest’ultimo punto: l’azione del maestro. Nella mia tesi di lau- rea ho trattato il De Magistro, relazionando su una piccola ma significativa scoperta fi- losofica: la virtus collativa . Nell’ Index Tho- misticus , l’indicizzazione completa di tutte le occorrenze (circa 90.000) di ogni singolo lemma usato nelle opere del Dottore Angeli- co, pubblicato da p. Roberto Busa, una sola volta viene citata questa locuzione. San Tommaso dice che il compito del maestro è quello di illustrare al discepolo le cose del mondo e i nessi che ci sono tra le cose del mondo. Poi - e lo dice solo una volta - a un livello più elevato, il compito è quello di mostrare al discepolo i nessi che ci sono tra pensiero e pensiero, e tra il pensiero e le cose del mondo; e qui parla di un potere connettivo del pensiero. Questa frase viene tradotta in modi diversi: nell’edizione uffi- ciale della Summa abbiamo capacità dialet- tica; il Gregory la traduce con capacità di- scorsiva e Casotti la indica quale attività sintetica . Solo Nosengo parla di potere spi- rituale del pensiero , interpretando nella maniera migliore il pensiero pedagogico di San Tommaso. (4) E NEO D OMIZIO U LPIANO , Iustiniani Digesta , D. 1.1.10pr. (5) S. T OMMASO D ’A QUINO , Summa Theologiae , II - II, q.58,a.1
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