Maggio-Giugno-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 16 Gonella, con l’intento di estenderle; ma nello stesso anno, il Consiglio Nazionale del- l’Uciim insisteva sulla scuola media unica aperta a tutti. In questo percorso altalenan- te tra posizioni diverse e talora opposte, si verificò una sorta di interruzione, un «colpo di coda» come lo definisce Butturini, ad opera del Ministro Medici, nel ’59, che in un suo disegno di legge ripropose una «scuola normale» dopo le elementari «per gli alunni che si sentono portati al fare dei campi e delle officine». Qui Nosengo insorge e scrive sulla rivista La Scuola e l’Uomo che si tratta di «un disegno di legge conservatore e rea- zionario». Ebbene, tutta la storia di Nosengo e dell’Uciim consente di tracciare un filo di continuità nel processo di evoluzione della riforma, dove emerge con chiarezza il dise- gno coerente di una scuola fatta per l’alun- no-persona, «fatta per tutti e aperta a tut- ti», sempre sostenuto dal presidente e dalla sua associazione. Finalmente il 31 dicembre 1962 viene ap- provata la legge 1859; rimane ancora la questione del latino e delle applicazioni tecniche, ma è una rivoluzione rispetto al passato con le sue due alternative: scuola di avviamento o ginnasio. * Qualche tempo fa si è riunito il comitato tecnico-scientifico del MIUR - che è stato costituito a supporto delle ricerche che stiamo svolgendo e della mostra che abbia- mo allestito al Ministero sulla storia della scuola italiana - e abbiamo avuto l’idea di adornare questi corridoi con testimonianze sulla vita e sulle opere dei maggiori pedago- gisti italiani. Quando abbiamo proposto Nosengo come uno dei sei educatori e pedagogisti della scuola italiana, da ricordare negli spazi del Ministero, vi è stato un accordo unanime nel comitato scientifico. Le altre figure pro- poste sono le sorelle Agazzi (citate per pri- me poiché la scuola materna dovrebbe es- sere all’apice dell’importanza dell’azione educativa), Maria Montessori, San Giovanni Bosco, don Milani e Giuseppe Lombardo Ra- dice. L’iniziativa partirà dal piano terra del Palazzo della Minerva - dalle nostre tre bi- blioteche -, saranno poi allestiti gli altri corridoi e sarà infine rinnovata anche la mostra. In fondo, questo Ministero è la casa della scuola italiana , un luogo in cui si è costruita tanta storia; e proprio dalla prospettiva di chi la storia non l’ha vissuta, è bello avere l’op- portunità di conoscerla e di farla rivivere. Accade quindi di trovare inaspettate coin- cidenze che ci permettono di immergerci nella temperie di un periodo storico e di po- terne rievocare il clima. Leggevo, nella no- stra biblioteca, le date del seminario di Ca- maldoli (18-24 luglio 1943) e avevo in mano un altro pezzo di storia, il registro di classe della maestra Vittoria Antonini, di una scuola del quartiere San Lorenzo a Roma. Il 19 lu- glio, mentre si svolgeva l’incontro a Camal- doli, San Lorenzo veniva bombardato e que- sta maestra annota nel suo diario la cronica di quelle giornate, ciò che succedeva agli alunni che aveva intorno a sé. La bellezza della storia è questa: a volte da un elemento fisico, da un foglio di carta, rivivono senti- menti, rivive tutta una visione. Questo è l’intento con il quale ci accin- giamo a realizzare questa iniziativa: far ri- vivere la storia della scuola italiana, che rappresenta una parte importante delle vi- cende del nostro Paese, ma che è anche una storia vivente, che entra nelle nostre fami- glie e tocca nel profondo l’esperienza di ciascuno di noi. * In conclusione, avverto il dovere di ag- giungere una mia riflessione personale sulla figura di educatore di Gesualdo Nosengo, verso il quale sento una sorta di affinità in quanto anch’io tomista; tale riflessione ha una sua più profonda ragion d’essere pro- prio in quanto Nosengo volle che San Tom- maso d’Aquino fosse il patrono dell’Uciim. Prendo spunto e attingo qui all’altro bellissimo articolo di Andrea Porcarelli, pubblicato negli Atti del 2006 (3). Porca- (3) A NDREA P ORCARELLI , Il ruolo di S. Tommaso d’Aquino nel pensiero pedagogico di Nosengo , in Atti del Convegno di Asti, 2006, op. cit., pp. 171 – 190.
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