Maggio-Giugno-2015

GESUALDO NOSENGO, UN GRANDE PEDAGOGISTA CATTOLICO ITALIANO Raffaele Ciambrone, Dirigente MIUR V i è una sostanziale differenza tra chi è testimone diretto, e chi elabora la sua conoscenza da documenti e testimo- nianze. Le persone che sono intervenute prima di me in questo seminario hanno real- mente conosciuto Nosengo, io sono soltanto un lettore delle sue opere. E dunque, dalla prospettiva di chi non lo ha conosciuto ma si è avvicinato al suo pensiero ed alla sua opera con lo studio, perché è importante Nosengo? Nel corso delle mie ricerche, ho trovato un articolo di una rivista spagnola del 1968 (1) che, nel dare notizia della sua scompar- sa, così lo ricordava: «Ha consegnato la sua anima a Dio, a Roma, uno dei più importanti pedagogisti cattolici contemporanei… Don Gesualdo Nosengo, fondatore della Uciim, la più potente organizzazione, per numero ed efficacia, dei professori dell’istruzione media». Nosengo ebbe anche questo merito: riu- nire persone intorno ad un’idea, affinché questa idea si diffondesse, prendesse vita e corpo attraverso coloro che l’avrebbero condivisa e coltivata. È un tratto fondamen- tale della sua opera, che mira sempre a tra- sfondere nella concretezza, nell’agire prati- co moralmente inteso, il frutto dell’intui- zione intellettuale. Muovendo da questi in- tenti, Nosengo ebbe un ruolo fondamentale per la nascita della scuola media unica. In un comunicato dell’ottobre 2013, l’al- lora Ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza affermava: «Penso che quella del- la Scuola Media Unica sia stata la più grande riforma della scuola italiana dal Dopoguerra a oggi e che ne dobbiamo essere orgogliosi. Fu un grande elemento di democrazia e di apertura e dovremmo anche riprenderne i fondamenti, non trascurando di valutare la qualità della nostra scuola di massa e della formazione». E ancora: «Dopo la Riforma Gentile, quella della Scuola Media Unica è stata la prima, grande, riforma democrati- ca. L’idea che tutti dovessero fare questi tre anni di studio fu un’idea di grandissima portata». Ho riletto il bellissimo volume – molto autorevole dal punto di vista scientifico - degli atti del Convegno di Asti del 2006, do- ve è pubblicato un articolo di Emilio Buttu- rini (2), sul contributo che Nosengo diede alla nascita della scuola media unica. Fu un percorso travagliato, non privo di critiche, anche dagli ambienti di sinistra. A partire dal primo dopoguerra si confrontarono e fronteggiarono posizioni molto differenzia- te. Il Ministro Omodeo, che avrebbe voluto restaurare i tre rami di media inferiore (gin- nasiale, tecnica e magistrale), con il Partito d’Azione temeva un «livellamento verso il basso». Marco Agosti, della Cattolica di Mi- lano, riprendendo Hessen, sosteneva la ne- cessità di contemperare «l’istanza sociale di una scuola per tutti con l’istanza pedago- gica di una differenziazione». Nel ’51 No- sengo fondava la rivista Ricerche Didatti- che , definita «un vero e proprio laboratorio della riforma», ed anche da queste pagine alimentò il dibattito sulla scuola media uni- ca. Nel ’55 il Ministro Paolo Rossi autorizza- va in via sperimentale le classi post-ele- mentari, riprendendo in parte un disegno di 15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 (1) Cfr. Revista «Enseňanza Media»- Ministerio de Educación Nacional, Alcalá, 34.-MADRID, consultabile all’indirizzo web http://redined.mecd.gob.es/xmlui/bitstream/handle/11162/74262/00820073009073.pdf?sequence=1 (2) E MILIO B UTTURINI , Il contributo di Gesualdo Nosengo alla riforma della scuola media , in L. C ORRADINI , a cura di, Laicato cattolico, educazione e scuola in Gesualdo Nosengo. La formazione, l’opera e il messaggio del fondatore dell’UCIIM, Atti del Convegno nazionale di Asti 28 settembre-1 ottobre 2006, Editrice Elledici, Torino, 2008.

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