Maggio-Giugno-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 14 PRIMA LA PERSONA Angela D’Onghia, Sottosegretario MIUR A pprezzamento per l’idea della diret- trice generale, dott.ssa Giovanna Bo- da, di non lasciare anonimi i lunghi corridoi di questo Ministero, ma di intestarli ad illustri pedagogisti che hanno fatto la storia della nostra scuola pubblica e del pensiero pedagogico occidentale. È un vanto per noi aprire questa rasse- gna, sia pure in maniera simbolica, in occa- sione delle celebrazioni del 70 anniversario dell’UCIIM di cui G. Nosengo è stato ideato- re, fondatore e primo presi- dente. Gli episodi più significati- vi della sua vi- ta, gli incari- chi ottenuti, i successi rag- giunti sono al- la portata di tutti. Il suo pen- siero pedago- gico suona an- cora oggi mol- to attuale, quando difen- de la scuola statale che considera la scuola della mag- gioranza degli italiani e palestra di demo- crazia, quando si batte per l’introduzione dell’educazione civica nei programmi scola- stici e per la scuola media unica come espressione di inclusività della scuola e di garanzia di pari opportunità per tutti. Quando afferma che esiste un dovere morale di tutti gli adulti ed in particolare dei cattolici verso le nuove generazioni a difendere e testimoniare gli ideali che hanno dato fondamento alla cultura occi- dentale. «La pedagogia di Gesù Maestro» da lui ri- costruita e consegnata ai suoi scritti, po- trebbe insegnare molto ai nostri governanti, sulla specialità della figura professionale del docente e sulla necessità di maneggiarla con cura! Mi piace considerarlo un antesignano della teoria oggi riproposta dalla dottrina della Chiesa che considera la formazione della persona come una rigenerazione ; la prima volta si è generati dalla propria ma- dre in senso biologico, la seconda dai propri educa- tori, quando aiutano, ac- compagnano lo studente a recuperare quel paradig- ma valoriale scritto nella coscienza di ogni essere umano e a tro- varne confer- ma nel battere le strade della conoscenza già aperte da quanti ci hanno preceduti nella storia dell’Umanità. Lo studente, ove la relazione empatica con i suoi educatori funzioni, riesce a trarre dalle lezioni, dai comportamenti, dalle te- stimonianze offerte dall’educatore, gli stru- menti cognitivi ed emotivi per realizzarsi in armonia con la propria natura e con i valori a cui avrà scelto di ispirare il proprio pro- getto di vita. A voi il compito arduo di ripetere ogni giorno questo miracolo, nella indifferenza più totale del mondo circostante!
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