Maggio-Giugno-2015

13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 conseguentemente a beneficio della società italiana. Aldo Agazzi, secondo Presidente nazionale UCIIM, scrive di Lui: « Non è facile tracciare il profilo di una personalità così esuberante e singolare,… in lui vita, scritti, attività e fede erano una cosa sola, … il pensiero era per l’elevazione, il pensiero e l’elevazione erano per l’impegno e l’azione … Era alla fine un realizzatore». Prima di passare la parola agli illustri Re- latori che ne tratteggeranno il profilo da di- versi punti di vista, vorrei presentare, per flash, quattro aspetti caratterizzanti la figura di Gesualdo Nosengo: 1. La passione per i giovani, per lo sviluppo integrale e autentico di ciascuno. Da una interessante serie di lettere ine- dite agli alunni si evincono insegnamenti di vita, vivacità di relazioni e forte senso di comunità, reciprocità di amicizia e di affetti. Mi piace riportare alcune espressioni molto significative: «… Io vi ho insegnato … come si deve vivere la vita, quando es- sa abbia un senso, come si debba agire affinché essa raggiunga il suo fine … tan- te volte siete venuti a trovarmi per sen- tirvi dire la parola di chiarimento e di conforto che vi dava luce e coraggio … vi rivedo tutti ad uno ad uno … Uno di voi, scrivendomi, si preoccupava di certi pe- riodi nei quali <l’entusiasmo> se ne va … Come si deve fare? … Tre i fondamenti dell’entusiasmo: la Verità, l’Amore, il Coraggio. … nell’opera vasta della vostra formazione io sono un elemento, così voi per me. Le mie capacità di educatore io le ho sviluppate soprattutto con voi, io sono stato formato in gran parte da voi, … da voi ho imparato tante cose … questi fatti ci legano per tutta la vita. … Le persone circostanti, i miei colleghi non sempre hanno visto fino in fondo quale profondità e quale valore avessero que- ste nostre relazioni e quale influenza esercitassero sulla vostra condotta e sul- la vostra vita, specialmente in certi mo- menti particolari …». 2. Un’esistenza donata interamente alla Scuola intesa come motore primo del progresso sociale. Visse nella scuola e per la Scuola, attraverso uno studio ap- profondito e di ampio respiro, in collabo- razione con pedagogisti accademici (in particolare Stefanini e Casotti), confron- tandosi con la cultura del tempo, con i politici (Segni, Moro, La Pira, …) e con tutti i Ministri della P.I. da Gonella a Gui che in Lui ebbero un punto di riferimento serio, competente, solido, innovativo, propositivo e positivo. 3. L’UCIIM è la sua creatura. Per essa rinun- ziò a cattedre accademiche, a cariche politiche, ad affetti familiari, ad onori di ogni genere, ad ogni personale soddisfa- zione umana. La forte convinzione della necessità di un’Associazione che si prendesse carico della formazione degli insegnanti, della loro missione educativa della persona umana, dell’opportunità di supportare le scelte politiche per le innovazioni normative della scuola e per la crescita democratica della società non lo fecero arretrare di fronte a difficoltà, incom- prensioni, antagonismi. La storia Gli ha dato ragione. 4. Una personalità solida, matura e profeti- ca lo rese capace di affermazioni contro corrente anche di fronte alla Gerarchia ecclesiastica. Per questo non sempre ri- sultò ben accetto, ma fu amico dei Papi del suo tempo. Antesignano di idee nuove apportate dal Concilio, fu convinto assertore della respon- sabilità ed autonoma determinazione del lai- cato cattolico negli impegni secolari. Alla base di ciò c’era un cristiano coe- rente, umile e di solida Fede. Una vita per Dio e con Dio, intessuta di spiritualità pro- fonda, vissuta senza respiro, con fatica ma anche con gioia. Nosengo si trovò a dover affermare il va- lore della persona in un momento in cui le di- verse concezioni dominanti (idealismo, positivismo, marxismo, pragmatismo) subor- dinavano e annullavano l’individuo nel si- stema, in un momento in cui era necessario ricostruire l’educazione. Il 70° non può restare pura celebrazione, non è un atto formale ma un’occasione per riflettere sul nostro tempo e sulle sfide che esso ci pone.

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