Maggio-Giugno-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 6 borino, nel rispetto reciproco». Non si trat- ta, come si vede, di una semplice collabora- zione e integrazione di energie educative. Si tratta di nutrirsi, alimentandola allo stes- so tempo, di una cultura dell’incontro : «Noi oggi abbiamo bisogno di questa cultura dell’incontro per conoscerci, per amarci, per camminare insieme». Il Papa lo esprime facendo anche risuonare un proverbio afri- cano: «Per educare un figlio ci vuole un vil- laggio» (3). Dire cultura dell’incontro significa inter- cettare una sfida centrale di oggi. Nella Evangelii Gaudium il tema è fortemente presente, in tutte le sue dimensioni (quella politica, quella economica, quella educati- va). Alla cultura dell’ indifferenza e del- l’ esclusione si oppone la cultura dell’ incon- tro e dell’ inclusione (4). Nessuno può sot- trarsi al compito di costruire la cultura dell’incontro (5). Tantomeno chi opera di- rettamente in ambito educativo. Il rinnova- mento culturale passa per l’educazione, parte e si sostiene dal basso, da piccole ma significative esperienze. E se è vero, come sostiene ancora il Papa, che oggi è impor- tante « iniziare processi » più che « occupare spazi » (6), non si tratta di porre, a partire da noi stessi e a partire dalle nostre espe- rienze educative, dei segni di incontro, di vero incontro? Tali segni sono come dei semi che introducono novità, rompono l’indiffe- renza e attivano processi di vero cammino, di vera umanità. Non ne vediamo tante vol- te gli esiti, ma l’importante è che il proces- so sia iniziato. Si va diffondendo oggi la consapevolezza che la crisi attuale ha uno spessore cultura- le e antropologico e va emergendo la neces- sità di ripartire dall’educazione. Ma riparti- re dall’educazione deve significare, credo, ripartire dall’incontro, restituendo spessore (di umanità, di novità antropologica e cul- turale, di verità dell’educazione) a questa parola. Abbiamo imparato forse, in questi anni, a dare un significato educativo all’in- segnamento, a situare i contenuti di inse- gnamento dentro una progettualità educati- va. Bisogna però andare oltre. A volte si ri- schia, in educazione, di rimanere ingabbiati in una mentalità pragmatica, tecnologica, dimenticando la centralità della relazione educativa. Oppure si pensa la relazione in modo funzionale a un progetto. Non siamo sfidati forse a restituire alla relazione edu- cativa tutta la sua carica di relazione, e alla relazione tutta la sua carica di incontro ? E non si tratta, per noi educatori, di sentire che un vero incontro attiva un processo di nuova cultura e di vera umanità? E non si tratta, ancora, di partire da noi stessi, di metterci in gioco, di fare umilmente e con- cretamente pratica di incontro ? Mi sento spesso sfidato sulla qualità e sulla verità dell’incontro, nel mio insegna- mento, nelle mie relazioni educative e pa- storali, nelle mie relazioni quotidiane. Av- verto che dentro ogni relazione c’è sempre un appello e una sfida all’incontro. L’incon- tro è nel coraggio di uscire da sé, nel ri- schio dell’accoglienza, nella fiducia sincera nell’altro, nel decentramento, nella gratui- tà. Un vero incontro non ha niente di fun- zionale; si porta dentro una traccia di infi- nito, di presenza di Dio. In questo senso la bellezza e la verità dell’incontro è nell’im- mediatezza stessa dell’incontro. È quell’im- mediatezza, che relativizza i mezzi e le me- S p i r i t u a l i t à (3) Discorso al mondo della scuola italiana , cit. (4) Evangelii Gaudium , Esortazione apostolica sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale, 24 novembre 2013; si vedano ad es. i nn. 53-54 sul «No a un’economia dell’esclusione» o i nn. 186-192 su «L’inclusione sociale dei poveri». (5) Significativo anche il richiamo di Francesco allo sport, al calcio in particolare, nel Videomessaggio in occasione dell’apertura della Coppa del mondo 2014 in Brasile : «Il calcio può e deve essere una scuola per la costruzione di una cultura dell’incontro , che permetta la pace e l’armonia tra i popoli» (L' Osservatore Romano , ed. quotidiana, Anno CLIV, n.133, Ven. 13/06/2014) (6) Evangelii gaudium , cit., n. 223.

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