Maggio-Giugno-2014
5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 vostro stesso terreno, quello educativo, e di condividere la stessa passione educati- va. Sento anche la diversità, rispetto al vo- stro, del mio punto di vista sull’educazio- ne; sento che lo specifico punto di vista della scuola, il vostro, mi appartiene di meno. Ma si tratta, appunto, di punti di vi- sta. E i punti di vista sono sempre comple- mentari; possono e devono esserlo. La loro diversità diventa ricchezza quando ci si in- contra veramente. Sentiamo in tanti l’importanza di attiva- re dialogo sull’educazione, facendo intera- gire le diverse esperienze, le diverse otti- che e anche i diversi versanti istituzionali. È necessario ragionare con mentalità di rete, sistemica, o, come ci ripete la Chiesa italia- na in questi anni, con mentalità di «allean- za educativa» (2). Il settorialismo è nemico dell’educazione, particolarmente oggi. Na- sconde la difficoltà dell’educatore di rico- noscere che il vero soggetto della crescita è il giovane stesso. Il nostro incontro, l’incro- ciarsi delle nostre esperienze, ci aiuti in questo decentramento sul giovane, che è anche, in ottica cristiana, decentramento sull’azione educativa di Dio che opera nel cuore di ogni persona. Tale decentramento non è automatico; passa per una pratica pa- ziente di dialogo e confronto tra educatori. La sfida è a camminare insieme. La stessa vita associativa dell’UCIIM può essere certa- mente pensata come pratica di dialogo, di confronto, di reciprocità, di cammino insie- me. In tal modo sapremo raccogliere le sfi- de di oggi, sapremo essere significativi nella scuola e nella società, sapremo vivere una fedeltà dinamica allo spirito e alle idealità dell’Associazione. Entro nella rete associa- tiva con un forte desiderio di dialogo e con- fronto e con la disponibilità a fare cammino insieme. Ci aiuteremo anche ad attingere al Van- gelo come a una sorgente di acqua viva per dare motivazioni profonde e aperture di ve- ra umanità alla nostra esperienza educativa e a tutta la nostra vita. Ci aiuteremo a co- gliere il senso del nostro essere Chiesa, del- l’operare da cristiani nella scuola e nella società. Ci aiuteremo a tener viva una spiri- tualità dell’educazione e dell’educatore. So che questo, in particolare, rientra nei com- piti del consulente. Lo faremo insieme nella reciprocità, facendo esperienza di incontro . Sì, perché, in fondo, nella scuola, tra di noi, sempre nella nostra vita, è in gioco una capacità di incontro. Incontrare è più che dialogare e far interagire dei punti di vista; è al contempo il senso e la condizione di un vero dialogo e di una vera interazione; è il senso e la condizione perché ci sia cammino e maturazione. Per un’educazione e una cultura dell’incontro Papa Francesco ci provoca molto nella direzione dell’ incontro . La scuola - ha af- fermato il 10 maggio - «è un luogo di incon- tro». Non certo in una logica di chiusura o di parcheggio, ma in una logica di cammino, «perché tutti noi siamo in cammino, avvian- do un processo, avviando una strada». Per- tanto la scuola «è un luogo di incontro nel cammino. Si incontrano i compagni; si in- contrano gli insegnanti; si incontra il perso- nale assistente. I genitori incontrano i pro- fessori; il preside incontra le famiglie, ec- cetera. È un luogo di incontro». L’insistenza è soprattutto sull’incontro tra famiglia e scuola: «La famiglia è il primo nucleo di re- lazioni: la relazione con il padre e la madre e i fratelli è la base, e ci accompagna sem- pre nella vita. Ma a scuola noi socializzia- mo : incontriamo persone diverse da noi, di- verse per età, per cultura, per origine, per capacità. La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono comple- mentari, e dunque è importante che colla- S p i r i t u a l i t à (2) V. C ONFERENZA E PISCOPALE I TALIANA , Educare alla vita buona del Vangelo , Orientamenti pastorali dell'episcopato italiano per il decennio 2010-20, 4 ottobre 2010, n. 35.
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