Maggio-Giugno-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 4 don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM C arissimi soci e amici dell’UCIIM, per- mettetemi di dare a questo mio primo intervento in «La Scuola e l’Uomo» un tono confidenziale e… di incontro! Ho avuto il piacere di incontrare molti di voi al Con- vegno nazionale di Bergamo il 21 marzo scorso, ho partecipato al Consiglio naziona- le del 7-8 giugno, ho avuto alcuni contatti con la Presidente e coi membri del Consiglio di Presidenza. Ci stiamo incontrando e co- noscendo. Ed è proprio facendo leva sulla categoria dell’ incontro che vorrei esprimere alcune sensazioni che mi accompagnano in questi primi passi come nuovo consulente ecclesiastico dell’UCIIM. Mi sollecita anche l’insistenza di Papa Francesco su questo te- ma, tra l’altro anche il 10 maggio scorso nella giornata de «La Chiesa per la scuola». In tale occasione Francesco ha parlato della scuola come «luogo di incontro» e ha solle- citato tutto il mondo della scuola a racco- gliere la sfida per una «cultura dell’incon- tro» (1). Si tratta di restituire alla parola incontro , spesso banalizzata, il suo senso più profondo, e ciò è possibile solo dando profondità e verità ai nostri incontri. Tento qui un intreccio tra il nostro incontro e l’importanza, oggi, di tener vivo , nell’edu- cazione e nella cultura in generale, il senso più vero dell’incontro . Il nostro incontro Desidero ringraziarvi per l’accoglienza affettuosa che ho sperimentato in questi primi contatti. Ringrazio in modo speciale la Presidente, Rosalba, per la cordialità ma- nifestatami e per avermi messo subito a mio agio in questa prima fase. Ringrazio d. Car- lo, che conosco da tempo e con cui ci siamo ritrovati spesso in iniziative culturali al- l’Università Salesiana e altrove; lo ringrazio per l’incoraggiamento cordiale, per il consi- glio che saprà accordarmi e perché… resta dei nostri! La vostra accoglienza mi fa bene e mi aiuta a sentirmi a poco a poco di casa. Come sapete, non vengo dall’interno del- l’UCIIM. Per me si tratta di conoscere a po- co a poco le vostre esperienze, la vostra storia, voi stessi. So che questo richiede pa- zienza e che deve avvenire in qualche modo dall’interno, dai contatti che avrò con voi. A partire dai nostri incontri risalirò alla tra- dizione dell’Associazione e prenderò sem- pre più confidenza con lo spirito originario e con la splendida figura di Gesualdo Nosen- go. Sento come un dono quanto andrò rice- vendo dalle vostre esperienze educative e dalla vostra storia che si incrocia con la sto- ria della scuola e dell’educazione in Italia. Gradualmente questa storia diventerà an- che la mia storia. Spero di dare anch’io qualcosa a voi a partire dalla mia storia e dalle mie espe- rienze. La mia storia è legata a quella dei Giuseppini del Murialdo, la mia Congrega- zione religiosa, che fa dell’educazione dei giovani il senso della sua missione. Sono abituato a guardare all’educazione dall’ot- tica della famiglia, della comunità cristia- na, della catechesi e della pastorale giova- nile; mi piace entrare nella problematica educativa a partire dal senso religioso della vita, a partire dal significato che la propo- sta cristiana può avere per la crescita uma- na globale della persona. Sento di abitare il S p i r i t u a l i t à IL SENSO DI UN INCONTRO (1) F RANCESCO , Discorso al mondo della scuola italiana , Piazza S. Pietro, sabato 10 maggio 2014.
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