Maggio-Giugno-2014

43 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 giare ad usare la mano destra Quando l’insegnante invita gli alunni a ri- produrre le parole scritte alla lavagna è be- ne che si accerti che tutti abbiano appreso correttamente non tanto la forma grafica, che è il risultato finale, quanto piuttosto il movimento che forma ogni singola lettera e la direzione del gesto. Se il bambino impara da subito una corretta gestualità esecutiva delle lettere, col tempo non dovrà far altro che consolidare ed incrementare i corretti apprendimenti iniziali. Impugnatura Impugnare una matita sem- bra un’azione semplice, in re- altà è il risultato finale di una lunga evoluzione neurofisiologica che interessa la motricità fine e prassica. La prensione si evolve nei primi anni di vita, secondo tappe ben precise. Essa progredisce da una pressione a pugno di tipo palmare a una prensione sempre a pugno, ma di tipo digitale, fino ad arrivare alla prensione cor- retta, a pinza. Un’attenzione particolare, infine, andrà riservata alla prensione e alla scelta dello strumento grafico, poiché oggi è sempre più frequente trovare impugnature scorret- te, spesso all’origine delle difficoltà della scrittura. Vediamone alcune in dettaglio: Prensione corret- ta: la mano è piegata in semi-supinazione, la presa dello stru- mento è «a pin- za», tra pollice ed indice e ripo- sa sul dito me- dio. Anulare e mignolo, semi piegati, assicura- no il contatto della mano con il foglio. Lo strumento gra- fico va impugnato a circa due dita dalla punta. Postura La giusta postura è essere seduti al tavo- lo, con i piedi saldamente appoggiati sul pa- vimento, il tronco eretto ma flessibile non deve toccare il tavolo, le spalle morbide, la nuca sciolta e la testa in prolungamento del corpo. I mobili devono essere a misura del bambino. Il foglio di carta sarà dritto fi- no a 10 anni, dopo leggermente incli- nato a sinistra per- ché questa inclina- zione permette la rotazione dell’a- vambraccio intorno al gomito. I gomiti appoggiati sul piano scrittorio. La rieducazione Gli Educatori-Rieducatori del gesto grafi- co, divenuti tale dopo formazione specifica, si occupano delle difficoltà della scrittura, in particolare del corsivo, e sono insegnan- ti, logopedisti, psicomotricisti, psicologi, TNPEE che considerano la grafia come un’abilità comunicativa ed espressiva perso- nale dell’individuo e quindi non completa- mente sostituibile con le tecnologie alter- native. Valutano, potenziano e recuperano la scrittura nelle sue componenti grafomo- torie e le restituiscono, ove necessario, leg- gibilità, velocità e scorrevolezza, rendendo maggiormente funzionale quanto già didat- ticamente appreso. Il trattamento di rieducazione della scrittura è soprattutto una relazione a due che opera su forme prescritturali semplici e neutre necessarie a sdrammatizzare l’atto scrittorio. Molto importante da parte del rieducatore è «imparare ad osservare» per avvicinare le difficoltà emotivamente re- spinte e dimenticate e ricostruire il terreno grafico minato; imparare ad osservare le tensioni, gli irrigidimenti della postura, del- Impugnatura a morso = flessione verso il palmo di tutte le dita Impugnatura pollice interno = pol- lice flesso a circa 3 cm dalla punta Prensione corretta

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