Maggio-Giugno-2014

41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 grafico riferiscono sia ad un processo di ma- turazione, sia ad attento insegnamento. Dal piacere dell’azione, specifica dei primi an- ni, il bambino passa al piacere cosciente via via più controllato della realizzazione e del- la rappresentazione. Durante questa evolu- zione il bambino è come un esploratore e un creatore di forme. In questa fase dovrebbe imparare a tene- re lo strumento grafico senza irrigidire la mano (utilizzando la pinza del pollice ed in- dice con l’aiuto del dito medio), a disporre correttamente il foglio e ad adottare una adeguata postura. Ha quindi occasione di scoprire le sue possibilità, controllare la sua traccia, evidenziare le forme di base che va progressivamente affinando e che poi userà liberamente nelle diverse situazioni. L’osservazione e l’analisi della forma so- no certamente l’aspetto più delicato del- l’attività grafica. Sono, infatti, processi percettivi che restano difficili fino alle pri- me classi della scuola primaria. L’attività grafica utilizza linee semplici, rettilinee o curve, continue o spezzate e gioca sulla ri- petizione, l’alternanza, i ritmi, la simme- tria. La scrittura si appoggia sulle cono- scenze sviluppate dall’attività grafica, ma richiede anche competenze particolari: la capacità di percepire i tratti caratteristici di una lettera, di analizzarli e poi riprodur- li. Poco a poco il bambino, guidato dall’in- segnante, acquisterà le sue prime cono- scenze sul codice alfabetico, strutturando così le prime regole della comunicazione scritta. Apprendere a scrivere è un lungo percorso che inizia alla scuola materna e si prolunga anche nella primaria, fino a con- quistare un automatismo sufficiente. Per poter scrivere è necessario aver raggiunto uno sviluppo mentale, affettivo e motorio adeguato e aver conquistato le abilità di base specifiche. Le abilità di base da raggiungere per po- ter scrivere sono: 4 Percezione 4 Coordinazione occhio - mano 4 Organizzazione spaziale 4 Integrazione spazio temporale 4 Conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo 4 Orientamento destra - sinistra 4 Dominanza laterale 4 Coordinazione motoria 4 Memoria e attenzione La difficoltà di scrittura Molti bambini nell’arco di questo sofisti- cato processo di apprendimento presentano difficoltà a vari livelli che si traducono in una diffusa percezione di fatica e disinteres- se per questa competenza che per molti di loro muta in un crollo di motivazione verso la scrittura stessa e le sue regole, verso le varie discipline e, in ultimo, anche nel rifiu- to della scuola, accompagnato da sentimenti di inadeguatezza, sfiducia e fallimento. Oggi le difficoltà di scrittura in età evo- lutiva sono in crescita esponenziale ed è quindi necessario l’intervento di professio- nisti specializzati. Si può constatare che purtroppo, nonostante la loro incidenza nel contesto scolastico e sociale, le difficoltà e i disturbi della scrittura siano ancora poco conosciuti e quindi valutati nel modo più idoneo per sostenere e accompagnare ade- guatamente il bambino nel superare o ridur- re questo disagio. Le scritture «difficili» si presentano mal- destre, tese, con spazi irregolari tra grafe- mi, tra le parole e tra le righe, l’impagina- zione è disordinata, le lettere sono ritocca- te con forme inadeguate. Il movimento gra- fico è così precipitoso da tralasciare lettere e punteggiatura o alcune volte così lento da non poter seguire i tempi della classe. La pressione è irregolare: a volte troppo ap- poggiata, a volte troppo leggera. Eccone alcuni esempi. La disgrafia « Il bambino disgrafico è sempre co- sciente delle sue difficoltà e più o meno apertamente se ne vergo- gna. È necessario restituirgli il gusto di scrivere». Hèlene de Gobineau, 1958 . La disgrafia è un DSA riconosciuto dalla legge 170, che si evidenzia nella difficoltà di scrivere lettere e numeri. Riguarda esclu- sivamente il grafismo e non le regole orto- grafiche e sintattiche, sebbene influisca ne- gativamente su tali acquisizioni a causa del- la frequente impossibilità di rilettura e auto correzione. I ragazzi disgrafici non hanno 9 anni IV scuola primaria. Scrittura con andamento altalenante, malde- strezza, calibro delle lettere inade- guato all’età. Difficoltà grafomotoria

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