Maggio-Giugno-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 2 E d i t o r i a l e La Commissione è una delle principali istituzioni dell’Unione europea, essa ne rap- presenta e tutela gli interessi, prepara le proposte per nuove normative, si occupa di assegnazione dei fondi. È composta da 28 Commissari, uno per ogni paese, il Presiden- te è nominato dal Consiglio europeo. Fra le sue funzioni ha la rappresentanza dell’Unio- ne europea a livello internazionale. In aggiunta alle predette istituzioni c’è la Corte di Giustizia per far rispettare il di- ritto europeo e la Corte dei Conti per il fi- nanziamento delle attività. Esistono inoltre undici organismi interistituzionali (1). Detto così sembra tutto chiaro e pacifico. In effetti non lo è. È notevole, infatti, la mancanza di inte- resse per l’Europa: vuoi per assenza di sen- timento di appartenenza all’Unione, vuoi per mancanza di interesse civico o fiducia nella classe politica. Ciò sfocia in un serio astensionismo alle elezioni per il rinnovo del Parlamento. Dalle prime elezioni del 1979 alle penultime del 2009 l’affluenza degli elettori è sempre sta- ta in calo. Nella recente tornata elettorale del maggio scorso sembra si registri, più che una controtendenza, un fermo: infatti ha votato il 43.09% degli elettori europei con- tro il 43.0% delle scorse elezioni. Non così in Italia dove ha votato il 58.68% contro il 66.43% dell’anno 2009. Gli euroscettici, coloro che si oppongono al processo di integrazione politica europea e ritengono che l’integrazione indebolisce le nazioni, sono parecchi. Il concetto di «Integrazione» abbraccia ambiti plurimi, dal territoriale al nazionale, dal sociale al politico, all’economico, dal culturale al religioso. Nel nostro caso assu- me l’accezione di riconoscimento dei diritti esistenti, elencati nella «Carta dei diritti fondamentali» dell’Unione Europea. In tale carta il preambolo recita : «…Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della liber- tà, dell’uguaglianza e della solidarietà; es- sa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituen- do la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. L’Unione contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo di questi valori comuni nel ri- spetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d’Europa, nonché dell’identità nazionale degli Stati membri e dell’ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale…» (2). Certo manca una vera e propria Costitu- zione europea che chiarisca in maniera net- ta l’assetto politico. Non si tratta di scrivere una «Costituzione federale» come quella de- gli Stati Uniti d’America, non dobbiamo san- cire nessuna sovranità, si tratta di mettere ordine in vari testi. Quando nel 2004 a Ro- ma, nella sala degli Orazi e Curiazi, i capi di Stato di 25 paesi e i loro ministri degli esteri firmarono la Costituzione europea, l’evento ebbe tale risonanza da essere ripreso in eu- rovisione. Sarebbe dovuta seguire la ratifi- ca, o parlamentare come fu per l’Italia, o tramite referendum. Il no dei referendum di Francia e Paesi Bassi ne ha fermato l’iter. E allora come mandare avanti quest’Eu- ropa zoppicante? Con la strategia «Europa 2020», che suc- cede alla strategia di Lisbona, ci si propone di rilanciare l’economia nel prossimo de- cennio perseguendo cinque obiettivi: occu- pazione, ricerca e sviluppo, cambiamenti climatici e sostenibilità energetica, istruzio- ne, lotta alla povertà e all’emarginazione. L’UE ha individuato inoltre tre priorità: cre- scita intelligente (un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione), crescita so- stenibile (un’economia più efficiente sotto (1) EEAS – Servizio europeo per l’azione esterna; • Banca centrale europea; • Comitato economico e sociale eu- ropeo; • Comitato delle regioni; • Banca europea per gli investimenti finanziari; • Il Mediatore europeo (si interessa di denunce relative a cattiva amministrazione); • Garante europeo per la protezione dei dati; • Ufficio delle pubblicazioni; • Ufficio europeo di selezione del personale; • Scuola europea di amministrazione; • Agenzie e organi che svolgono compiti tecnici, scientifici e di gestione. (2) «Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea» in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 30-03- 2010.

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