Maggio-Giugno-2014

1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 E d i t o r i a l e Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM U na bandiera azzurra e rettangolare con 12 stelle dorate disposte in cerchio a rappresentare gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa. Una parte della nona sinfonia di Beethoven come inno. «Unità nella diversi- tà» come motto. L’euro per moneta unica. Basta questo per sentirsi europei? No, non basta. I 28 stati membri parlano 24 lingue, sono costituiti in unione economica e politica a carattere sovranazionale e, dal trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, si chiamano UNIONE EUROPEA. Nel lontano passato dai Greci, dai Roma- ni, da Carlo Magno, furono messi in atto tentativi di unificazione del «vecchio conti- nente», ma si trattava di unificazione mili- tare e amministrativa. Ad avere un ruolo determinante per la cultura e l’identità europea fu il Cristianesi- mo, forte del dualismo evangelico «di Dio e di Cesare». Nel 380, Teodosio, con l’editto di Tessa- lonica, fece del Cristianesimo la religione dell’impero promuovendo così l’incontro tra il diritto romano e il comunitarismo germa- nico. Da allora si incominciò a parlare sul serio di Europa, tanto che Enea Sivio Picco- lomini, il futuro Pio II, scrisse in latino il trattato «De Europa»: siamo nel XV secolo. A poco a poco l’idea di impero universale si andò disgregando e incominciarono ad affio- rare gli stati nazionali. Incominciava ad emergere la convinzione che un mondo uni- to da un unico potere temporale e da un unico potere spirituale era impossibile. Nei secoli successivi il tentativo di Napo- leone Bonaparte, il crearsi degli stati nazio- nali, la belle époque, le due guerre mondiali. I primi passi verso l’Europa di oggi inizia- rono nel 1952 con la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), nata per ini- ziativa di Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, con l’intento di preservare la pace rimuovendo le barriere commerciali: l’iniziativa ebbe successo. Così pure riscossero successo, nel 1958, la Comu- nità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Poi le tre istituzioni furono fuse: nacque la Co- munità europea (CE) e, dopo il Trattato di Maastricht del 1993, l’Unione Europea. A volerla definire, l’Unione Europea non è né uno stato né una federazione di stati. Essa è una entità nata per garantire la pace tramite l’integrazione economica: una enti- tà che fatica a configurarsi in modo chiaro poiché gli stati membri non sono disposti a cedere competenze, almeno in parte, in merito al sistema giudiziario, all’istruzione, al lavoro, alla ricerca. Ha tre principali istituzioni, Parlamento, Consiglio, Commissione . Il Parlamento, con sede a Strasburgo (gli uffici dei parlamentari sono a Bruxelles) , di- scute e approva la normativa europea insie- me al Consiglio, controlla le altre istituzioni dell’UE, in particolare la Commissione, per accertarsi che si agisca democraticamente, discute e adotta il bilancio dell’UE insieme al Consiglio. Il Consiglio dell’Unione europea, da non confondersi con il Consiglio europeo che riunisce i capi di Stato e di governo per di- scutere le priorità politiche dell’Unione, è l’istituzione in seno alla quale i ministri di tutti i paesi dell’UE si riuniscono per adot- tare le normative e coordinare le politiche. Tale Consiglio approva la legislazione del- l’UE, coordina le politiche economiche ge- nerali dei paesi membri, firma accordi tra l’UE e gli altri paesi, approva il bilancio an- nuale, elabora la politica estera e di difesa, coordina la cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali dei paesi membri. ABBIAMO FATTO L’EUROPA... ORA FACCIAMO GLI EUROPEI

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