Maggio-Giugno-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 36 DIDATTICA LABORATORIALE E COMPETENZE TRASVERSALI Marcella Paggetti, Consigliere nazionale Q uattro anni fa l’allora dirigente scola- stico dell’I.I.S «G. Carducci» di Vol- terra ha proposto al Collegio docenti di impegnare una funzione strumentale nel coordinamento delle attività necessarie alla riorganizzazione interna dei curricula e alla programmazione per competenze. La cosa si è ripetuta anche l’anno successivo e ciò ha permesso di impostare il lavoro sia per il primo che per il secondo biennio, seppur con non poca fatica e difficoltà. Lo posso dire perché a me è stato affidato questo in- carico che ho cercato di onorare con un preciso e convinto obiettivo: coinvolgere tutti nell’impresa. Sinteticamente il percor- so è stato questo: tutte le riunioni di Dipar- timento sono state finalizzate alla indivi- duazione dei contenuti disciplinari ritenuti essenziali e degli obiettivi disciplinari arti- colati in conoscenze, abilità e competenze. Il materiale elaborato dai dipartimenti è stato, quindi, da me raccolto in modo da far emergere, mediante l’incrocio degli obietti- vi disciplinari di competenza, le competen- ze trasversali riconducibili agli assi culturali indicati dalla normativa (asse dei linguaggi, asse storico sociale, asse scientifico tecno- logico, asse matematico). Chiaramente al vertice della trasversalità sono state indivi- duate le competenze chiave di cittadinan- za, quelle che tutti i docenti sono chiamati a far acquisire ai propri allievi per preparar- li ad essere autentici cittadini di un villag- gio sempre più globale. Il lavoro è stato lungo ma, a parer mio, in- teressante se non altro perché ha fatto toc- care con mano anche ai più scettici che, in- sieme alle competenze specifiche di ciascuna disciplina, ce ne sono altre che, a patto di la- vorare in modo metodicamente e scientifica- mente coordinato, tutti possiamo contribuire a far acquisire. Ciò si fa particolarmente in- teressante anche per impostare sia attività di recupero che di potenziamento e per speri- mentare, con sempre maggior convinzione e profitto, percorsi pluridisciplinari. Certo il passaggio dall’apprendimento per discipline all’apprendimento per com- petenze esige che si programmino Unità di Apprendimento, ovvero che si ponga atten- zione soprattutto ai processi intellettivi che intendiamo far compiere agli studenti, chie- de di considerare le discipline come mezzi per raggiungere le competenze, favorisce l’integrazione dei saperi e la didattica labo- ratoriale. Non credo che attualmente le no- stre scuole, o almeno gran parte delle real- tà scolastiche italiane, possano d’un tratto seguire una didattica esclusivamente labo- ratoriale se non altro per mancanza di strutture e per i mille altri motivi che tutti conosciamo; credo, tuttavia, che alcune esperienze significative fatte in tal senso possano essere sufficienti ad indicare un cammino, offrendo agli studenti stimolanti occasioni per mettere in gioco, in modo nuovo, conoscenze e abilità acquisite. In tal senso lavoriamo nella mia scuola incrementando via via momenti di didattica pluridisciplinare e laboratoriale in partico- lare in occasione della settimana scientifica che, da circa dieci anni, ogni anno celebria- mo scegliendo un tema sul quale attiviamo ricerche e studi, predisponendo laboratori che gli studenti stessi presentano a quanti visitano la scuola che, in quella settimana, rimane aperta al pubblico. Mentre nei primi anni si sono impegnati con gli studenti prevalentemente insegnanti di matematica, fisica, scienze e filosofia, attualmente sono pienamente coinvolti an- che docenti di discipline umanistiche. Il laboratorio di cui intendo parlare ha avuto luogo in tale contesto. Il tema scelto per la settimana scientifica «Teoria e Veri- tà» mi ha permesso di attivare nella classe
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