Maggio-Giugno-2014
37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 3° del liceo scientifico un laboratorio sulla Verità storica. Dopo aver aperto un dibattito in classe sulle differenze che intercorrono tra verità scientifica e verità storica, abbiamo convenu- to che la storia è considerata un sapere scientifico in quanto studia la realtà dei fatti che si sono svolti in momenti determinati di spazio e tempo, attingendo a testimonianze, documenti per individuarne le cause. Il metodo seguito dallo storico deve, quindi, essere scientificamente rigoroso, ma non può essere uguale a quello seguito dagli studiosi della natura. Nella ricostru- zione degli eventi, infatti, lo storico ha bi- sogno di fare appello alla sua libertà inter- pretativa. A partire da tali considerazioni ho cercato di far fare agli studenti una modesta espe- rienza di ricostruzione dei fatti e di ricerca della «verità» a partire da uno spaccato di storia locale. Il problema da cui partire per avviare la ricerca è stato individuato sulla base degli obiettivi di conoscenza e abilità già raggiunti dalla classe. Non sarebbe stato possibile, infatti, attivare il laboratorio se gli studenti non fossero già stati in possesso del- le fondamentali conoscenze di storia me- dioevale relative alle istituzioni del Comune nelle sue varie fasi e non fossero stati in gra- do, sebbene opportunamente guidati, di fare una piccola ricerca di archivio. Nella progettazione dell’UA ho seguito il seguente schema: 1- il compito di apprendimento unitario e sua articolazione 2- gli obiettivi di competenza con parti- colare riferimento alle competenze trasver- sali da verificare; 3- metodo 4- verifica Gli studenti hanno partecipato volentieri a tutte le fasi della ricerca, certamente la parte più interessante è stata quella in cui hanno potuto constatare che il falso storico può essere dovuto non solo alla manipola- zione dei documenti, ma anche alla riprodu- zione parziale di essi come si è verificato nel caso da loro preso in esame. Nella delibera comunale si legge: «Stantiaverunt literas ad eorum oratores florentiae.. Item quod dicant Pippo ser Bru- naldeschi rogando quod veniat Vulterras ad videndum et consulendum super facto co- perturae sancti Ioannis de Vulterris promit- tendo pro parte operariorum sanctae Ma- riae sibi facere satisfieri usque ad quatuor (ad IIIIor) florenos et non ultra». L’Amidei, medico dell’Ottocento, che desiderando esaltare la città intenzional- mente ignora la parte finale della delibe- ra» usque ad quatuor (ad IIIIor) florenos et non ultra» e citando la fonte traduce I si- gnori priori ecc… stanziarono (di mandare) lettere ai loro ambasciatori a Firenze..; medesimamente (stanziarono) che dicano a Pippo di Ser Brunaldesco, pregando(lo) che venga a Volterra, a vedere e a dar consiglio sul fatto della copertura del San Giovanni, promettendo per parte degli Operai di San- ta Maria lo avrebbero fatto soddisfare. È proprio grazie alla traduzione della parte del testo omessa dall’Amidei che lo storiografo R. Scipione Maffei ha dato una interpretazione corretta a tutto il testo. Egli, infatti, ha fatto ricorso alla numismati- ca risalendo al valore che ai primi del ’400 aveva un fiorino. Il fiorino in Volterra ebbe un valore oscillante, da un minimo di lire 3,14 nell’anno 1384, e di lire 4,00 nel 1415, ad un massimo di lire 6,12 nell’anno 1494 e di lire 7,00 nell’anno 1500. Con una rimunerazione così misera, con 4 fiorini, avrebbe potuto il Brunelleschi vol- tare la cupola del San Giovanni? Si deduce quindi che i Priori avevano chiesto solo una consulenza al Brunelleschi e non più. Bibliografia e fonti Archivio Storico Comunale Volterra Regi- stro delle deliberazioni, A (nera) 37, c. 97. Guida per la città di Volterra, Tipografia di Pietro Torrini Volterra 1832. A NNIBALE C INCI , Guida di Volterra , Tipogra- fia volterrana, Volterra, 1885. G ASPERO A MIDEI , Sulle fortificazioni volter- rane , Volterra Tipografia all’Insegna di San Lino, 1848. R AFFAELLO S CIPIONE M AFFEI , Volterra dopo un libro di Corrado Ricci, note, osservazioni di appunti, Melfi, 1906.
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