Maggio-Giugno-2014

33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 È DIFFICILE FORMARE ALUNNI COMPETENTI IN MATEMATICA? Silvia Dentella Prodi, docente di Matematica e Scienze N ei recenti documenti scolastici il ter- mine competenza compare con sem- pre maggiore frequenza e importan- za. In particolare pensiamo ai «traguardi per le competenze» nelle Indicazioni Nazio- nali del 2012 e già prima nelle Indicazioni per il Curricolo del 2007, e alla «certifica- zione delle competenze in uscita dal bien- nio dell’obbligo superiore di 2° grado». Si ha però la sensazione che il termine competenza in ambito scolastico sia spesso vanificato e assimilato semplicemente al complesso delle conoscenze e abilità verifi- cabili negli allievi. Questo vorrebbe dire in pratica non approfondire il significato speci- fico di competenza che comporta importanti ricadute nel modo di valutare gli apprendi- menti e ancor prima nel modo di insegnare. Che cosa intendiamo per competenza? Le risposte degli «specialisti» sono mol- teplici, anche in relazione all’ambito in cui si parla di competenza. Noi fissiamo ora l’attenzione sulle com- petenze nell’ambito scolastico. Mi piace riportare alcune considerazioni sulle competenze degli allievi in matemati- ca, scaturite un paio di anni fa in un gruppo di lavoro di docenti, nell’ambito delle ini- ziative UCIIM di Pisa. All’inizio dei nostri lavori abbiamo con- cordato una semplice definizione di alunno competente: di fronte a un problema, a una situazione anche nuova, sia di studio che di vita, l’alunno sa attingere con fi- ducia alle sue conoscenze e abilità e alle sue risorse personali per cercare di risol- vere il problema . Quindi la competenza presuppone cono- scenze e abilità, ma non si esaurisce in que- ste. Si tratta di vedere come suscitare com- petenze e come valutarle. Come suscitare competenze matematiche negli allievi? Ci siamo chiesti come si possano formare allievi competenti. Quanto può dipendere dal docente, dalla sua personalità, dalla sua cultura, dal suo metodo di insegnamento? Ci è sembrato molto importante che l’inse- gnante stesso sia competente: non solo col- to, ma aperto alla ricerca e al rinnovamen- to, che abbia gusto a porsi problemi e a ri- solverli, che dia importanza ai significati più che alle tecniche. Per essere più concreti abbiamo cercato di individuare e condividere fra noi alcune caratteristiche dell’allievo competente e alcune caratteristiche dell’insegnante com- petente. Le vogliamo riportare. L’allievo competente in matematica: • Possiede conoscenze adeguate al suo li- vello di studi e sviluppa buone abilità: a queste sa attingere di fronte a situazioni problematiche anche di tipo nuovo. • Svolge una parte attiva nel processo di apprendimento. • Non si affida al sapere memorizzato ma cerca di chiarire gli aspetti concettuali; così se non ricorda una regola cerca di ri- costruirla col ragionamento. • Sa collegare e utilizzare le sue conoscen- ze sia scolastiche che extrascolastiche. • Si pone problemi e tenta di risolverli. • Di fronte a una questione non ancora trat- tata in classe (vedi Prove Invalsi) non dice «questo non è ancora stato fatto» ma la affronta con curiosità e fiducia. • Ha presenti i fatti essenziali studiati negli anni precedenti e li sa collegare con le nuove conoscenze. L’insegnante di matematica competente: • Ha presente i concetti chiave delle varie branche della disciplina e conosce i punti che presentano criticità per l’apprendimen-

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