Maggio-Giugno-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 32 tenzionale del soggetto, che è chiamato a mettere in moto tutte le risorse interne ed esterne che ha a disposizione. Insomma al centro delle competenze c’è la capability , intesa come «capacitazione» (traduzione letterale) di affrontare compiti e problemi posti dallo studio, dalla vita, dal lavoro, ovvero dai contesti dove il soggetto è chiamato ad agire. Come progettare, in modo fattibile, un curricolo per competenze? In questa prospettiva, dobbiamo assu- mere con convinzione che le competenze si producono modificando le procedure dell’insegnamento, ma strettamente cor- relati ai processi di appropriazione, attri- buzione di senso e ri-uso da parte di en- trambi i soggetti della relazione di inse- gnamento/apprendimento. Insomma, stia- mo affermando con determinazione che «la pedagogia delle competenze» si fonda sulla motivazione: dei docenti nei confron- ti dell’insegnamento e dei discenti nei confronti dell’apprendimento. Non può es- serci, infatti, un alunno competente senza docenti competenti. Questa equazione, peraltro, si rivela con tutta evidenza nel momento della va- lutazione delle competenze : in questa fase viene chiamata in causa la capacità degli insegnanti di costruire situazioni in cui l’alunno possa manifestare, sia per gli aspetti oggettivamente rilevabili che per quelli più soggettivi e sottesi alle dimen- sioni della personalità, il livello delle com- petenze acquisite, sia pure in modo non del tutto concluso. E l’insegnante è in gra- do di rilevare e valutare le competenze se, durante il loro sviluppo, ne saprà veri- ficare il raggiungimento degli irrinunciabili traguardi. Ma la «pedagogia delle competenze «è cosa assai diversa da quella per «obiettivi» (e, in questo senso, il testo delle I.N. può indurre nella trappola di una loro sostanzia- le equivalenza), né può essere strumenta- lizzata per finalizzare l’istruzione alla cre- scita della produttività e del reddito indivi- duale e collettivo, ma va pensata e finaliz- zata all’educazione, intesa come costruzio- ne dell’autonomia del soggetto, ovvero alla sua capacità di partecipazione alla vita so- ciale del Paese, come peraltro prevede la nostra Costituzione. In questa prospettiva riformuliamo le no- stre precedenti domande per poi lanciare una proposta. In questo viaggio a due – docenti e di- scenti, insegnamento ed apprendimento - come promuovere un curricolo per compe- tenze? Oggi, la progettazione di un curricolo di scuola pone al centro le competenze , quindi l’ alunno , quindi l’ apprendimento , sia quello innestato nelle discipline, sia quello che si riferisce alle cosiddette competenze tra- sversali. Per fare ciò, è necessario uscire dall’automatismo progettuale e program- matorio di cui sono vittima un po’ tutte scuole, rovesciando la prospettiva dell’an- coraggio iniziale agli input (discipline, ora- ri, cattedre...) per partire, invece, dagli output : i risultati in termini di traguardi per lo sviluppo delle competenze , che rappresentano il quadro di riferimento che ci permette di identificare le priorità, le modalità di accertamento e valutazione, le attività ed esperienze. Il riferimento scientifico per questo ap- proccio progettuale è la cosiddetta proget- tazione a ritroso (1), che si muove a parti- re dai seguenti interrogativi: • Quali sono i risultati desiderati individuati dai traguardi? • Quali sono le evidenze accettabili, ovve- ro, in termini operativi, quali prove di competenza mi aspetto che i miei allievi possano affrontare a conclusione del per- corso? • Quali sono le modalità, gli strumenti e i livelli per verificare gli esiti e fare una va- lutazione formativa? • Quali attività debbo pianificare per creare apprendimento significativo? Lo spazio non ci consente di andare ol- tre, approfondendo in modo adeguato que- sto approccio, ma possiamo farlo in futuro utilizzando gli esiti di alcune scuole che lo stanno sperimentando. L’autonomia, infatti, è ricerca, sperimentazione, innovazione. (1) Ci si riferisce al volume, la cui prima edizione in italiano risale al 1998, di W IGGINS G., M C T IGHE J., Fare proget- tazione , LAS, 2007, trad. Mario Comoglio.

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