Maggio-Giugno-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 30 • Come rendere unitario il curricolo? • Quali percorsi tracciare per sviluppare un curricolo verticale in continuità? • Come valutare i percorsi curriculari pro- posti in termini di efficacia? • Come rendere concretamente formativa la valutazione degli alunni? • Che rapporto c’è tra i saperi, le conoscen- ze, i traguardi e gli obiettivi, le compe- tenze disciplinari, di base e trasversali? • Come diventare comunità professionali? Prima di procedere, con l’aiuto delle I.N., nella formulazione delle risposte a queste domande, ci sembra opportuno chia- rire alcuni termini, con lo scopo di disambi- guarli per quanto possibile (la loro polise- mia, anche in contesti scientifici, non può essere eliminata), in riferimento al nostro discorso. Il curricolo. Intanto è bene precisare che il curricolo – anche semplicemente inteso come «piano di studi» - non coincide con i programmi: il primo, più che indicare una strada, segnala gli strumenti concettuali, tecnici e organiz- zativi del cui corredo è necessario dotarsi per mettersi in cammino e raggiungere la meta; i secondi, invece, sono un insieme di contenuti di insegnamento da organizzare per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento prefissati. E non è un caso, dunque, che l’art. 8 del D.P.R. n. 275/1999 sia intitolato «Definizione dei curricoli» che, al comma 4, recita: « La de- terminazione del curricolo tiene conto del- le diverse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate, della necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento, delle esigenze e delle atte- se espresse dalle famiglie, dagli enti loca- li, dai contesti sociali, culturali ed econo- mici del territorio. Agli studenti e alle fa- miglie possono essere offerte possibilità di opzione ». Le I.N. recepiscono questa prospettiva del curricolo ed, infatti, prevedono che ogni ogni scuola predisponga, con un pro- cesso elaborativo che si basa sulla ricerca ed innovazione educativa, « il curricolo al- l’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina» . Le conoscenze. Rappresentano il risultato dell’assimila- zione di informazioni attraverso l’apprendi- mento. Le conoscenze sono l’insieme di fat- ti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o prati- che.(Definizione del Parlamento europeo del 7 settembre 2007.) Le I.N. ne parlano nel paragrafo dedicato all’«ambiente di ap- prendimento» allorché chiedono di « valoriz- zare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di apprendimento l’alunno porta una grande ricchezza di esperienze e cono- scenze acquisite fuori dalla scuola e attra- verso i diversi media oggi disponibili a tut- ti, mette in gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informa- zioni, abilità, modalità di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a quello che va imparando» . In altri punti le conoscenze vengono defi- nite anche nozioni intese come contenuti dichiarativi, riferiti ai saperi disciplinari. Le abilità. Indicano le capacità di applicare cono- scenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti)(Defi- nizione del Parlamento europeo del 7 set- tembre 2007). Nel testo delle I.N., il termine abilità è utilizzato in più punti nel significato di stru- mentalità da promuovere, come procedure e linguaggi specifici. I traguardi. I traguardi per lo sviluppo delle compe- tenze individuano i risultati di apprendi- mento attesi al termine dei diversi gradi scolastici e, per la scuola primaria, anche alla fine del terzo anno.Pur non potendosi riferire ad una solida letteratura scientifica, i traguardi sono utili per tenere sotto con- trollo il processo di apprendimento finaliz- zato non alla programmazione disciplinare (sempre incombente!) ma all’acquisizione delle competenze. E proprio in questa pro- spettiva, che « essi rappresentano dei riferi- menti ineludibili per gli insegnanti, indica-
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