Maggio-Giugno-2014

29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014 PROGETTARE UN CURRICOLO PER COMPETENZE NELLA SCUOLA DEL 1° CICLO Ivana Summa, Dirigente Scolastico Premessa Da alcuni anni anche nel nostro paese si è imposto un nuovo approccio – che si iden- tifica con il termine di competenza - ai problemi della gestione delle risorse uma- ne, della formazione per il lavoro, dell’edu- cazione e dell’istruzione scolastica. Ma competenza è un termine ed un concetto polisemico che, pur rimandando a diversi si- gnificati a seconda del settore in cui viene collocato e delle ideologie politico-sociali privilegiate, rinvia sempre ad una logica di cambiamento, connessione, trasversalità, integrazione, intenzionalità, responsabilità. E ognuna di queste parole meriterebbe un approfondimento. Per quanto riguarda la scuola, in riferi- mento soprattutto alle « Indicazioni Nazio- nali per il curricolo della scuola dell’infan- zia e del primo ciclo d’istruzione », le com- petenze si pongono al centro della costru- zione del curricolo e, dunque, impongono la rivisitazione degli obiettivi e dei contenu- ti, della metodologia e della didattica, dei criteri di valutazione, della produttività de- gli apprendimenti che, attraverso una serie di traguardi successivi, portano (dovrebbero portare) all’acquisizione delle competenze. Infatti, si sottolinea che « ...le Indicazio- ni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comu- nità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, orga- nizzazione e valutazione coerenti con i tra- guardi formativi previsti dal documento na- zionale... Ogni scuola predispone il currico- lo all’interno del Piano dell’offerta forma- tiva con riferimento al profilo dello studen- te al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle compe- tenze, agli obiettivi di apprendimento spe- cifici per ogni disciplina» . La proposta che stiamo per fare, dun- que, si colloca nel limitato contesto, deli- neato hic et nunc proprio dal testo ministe- riale delle Indicazioni Nazionali (I.N.): un istituto comprensivo i cui docenti si stanno formando per rivedere il proprio POF per il prossimo anno scolastico, avendo la concre- ta volontà di progettare un curricolo per competenze, in un’ottica di ricerca/speri- mentazione. Avviso: si prega di mettere da parte la logica dell’applicazione delle norme (peral- tro non prevista in tutti gli atti normativi che stanno accompagnando l’implementa- zione delle I.N.) a favore della logica erme- neutica e sperimentale. Come dire, la palla di gioco entra nella «metacampo» delle scuole. Il lessico delle Indicazioni Nazionali L’impianto delle I.N. non rappresenta il quadro di riferimento entro il quale ricollo- care, tramite un esercizio retorico e buro- cratico, la tradizionale programmazione di- sciplinare e l’azione dei consigli di classe e team docenti, ma esige un profondo cam- biamento in tutto il ciclo progettuale: nella scelta dei contenuti, nell’organizzazione dei tempi, nell’approccio metodologico, nelle scelte didattiche più significative, nel- l’organizzazione integrata delle discipline. Si chiedono nuove competenze professionali ai docenti nell’organizzare un curricolo che è cosa diversa dallo scrivere una program- mazione basata su alcune fondamentali do- mande: • Come rendere l’apprendimento significa- tivo? • Quali obiettivi di apprendimento scegliere? • Come si connettono gli obiettivi di ap- prendimento con i traguardi per lo svilup- po delle competenze? • Come valutare il raggiungimento dei risul- tati/traguardi?

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