Maggio-Giugno-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 6 glia se non vi è costretto dalle circostanze, i politici europei continuano a sperare di su- perare la crisi senza dover cedere questo potere, e per difendersi hanno unanime- mente scelto la Germania come capro espia- torio . Che tutto sia colpa dell’egoismo e della cecità dei tedeschi è un’affermazione tanto falsa quanto ormai quasi universal- mente ritenuta vera, ed è necessario esami- narla se si vuole capire cosa sta succedendo . Le proposte dei critici della Germania sa- rebbero certamente efficaci, per aiutare i Paesi a rischio fallimento a superare le loro difficoltà : - creare obbligazioni europee (i tanto in- vocati eurobond) per finanziare questi Pae- si : emettere eurobond significherebbe met- tere in comune i debiti di tutti , e quindi i Paesi virtuosi diverrebbero responsabili an- che per l’indebitamento di chi spreca ; - accrescere la dotazione del fondo euro- peo salva Stati, consentendo acquisti imme- diati dei titoli dei Paesi a rischio per farne scendere i tassi di interesse ; - garantire un immediato rifinanziamento a tutte le banche europee che dovessero trovarsi in difficoltà . Tuttavia queste proposte non prevedono una Autorità centrale che possa supervisio- nare preventivamente, ed eventualmente correggere, i bilanci dei singoli Stati e delle singole banche . Insomma la Germania e i piccoli Stati con i conti in ordine dovrebbe- ro assumersi il rischio di dover pagare i de- biti fatti dagli altri Stati e dalle loro ban- che, senza aver potuto esaminare prima gli investimenti e le spese che a quei debiti hanno dato o darebbero origine . Questo è ciò che i governi, soprattutto della Spagna, della Francia e dell’Italia, con parole, toni e stili diversi, continuano a chiedere alla Germania, fingendo di non accorgersi del- l’inaccettabilità di questa richiesta . Perché mai i tedeschi dovrebbero concedere fidu- cia a Paesi che, negli anni precedenti, han- no continuato a indebitarsi, e non solo per garantire ai loro cittadini il perdurare di un livello di benessere divenuto insostenibile, ma anche per mantenere pratiche clientela- ri, investimenti azzardati (le banche), spre- chi e corruzione? Certamente questi Paesi vanno aiutati facendo scendere i tassi di in- teresse pretesi dai loro creditori, salvando in tal modo anche l’euro e l’Unione mone- taria, e ciò anche nell’interesse della Ger- mania , ma sembra ovvio che l’assunzione del rischio debba essere accompagnata dal quel puntuale controllo centralizzato dei bi- lanci che, finora, hanno tutti rifiutato . I politici giustificano questo rifiuto appel- landosi (anche se, generalmente, non in mo- do esplicito) ai sentimenti nazionalistici pre- senti in misura variabile in tutta l’Europa : il richiamo all’onore nazionale, che verrebbe offeso dalla cessione di sovranità, tocca la sensibilità di molti cittadini, e in tutti i Paesi vi sono partiti irresponsabili (di destra e di sinistra) che addirittura predicano l’uscita dall’euro per sottrarsi ai vincoli che già oggi i Paesi dell’eurozona devono osservare . Alcuni fatti segnalano quanto sia diffusa l’inconsapevolezza della gravità della situa- zione : - in Grecia, in vista delle elezioni del 17 giugno, tutti i partiti hanno fatto campagna elettorale promettendo di ottenere una profonda revisione delle condizioni imposte dall’Europa per erogare il prestito di 130 milioni di euro, necessario alla Grecia per evitare il totale fallimento ; - in Spagna il prestito di 100 milioni di euro promesso dall’Europa per salvare le banche spagnole a rischio fallimento, è sta- to presentato ai cittadini, per non ferirne l’orgoglio, come un successo del governo, cercando di nascondere che si tratta invece di un segno della grave situazione di un Paese che non è in grado di salvare le pro- prie banche ; - in Francia le elezioni sono state vinte da chi ha fatto promesse insensate : convin- cere la Germania all’emissione degli euro- bond senza preventivi controlli sulla spesa, e ridurre l’età pensionabile (mentre in tutto il mondo il felice allungarsi della vita media costringe i governi ad aumentarla) ; - in tutti i Paesi, anche in Italia, raccol- gono consensi crescenti i partiti che vorreb- bero opporsi alla «dittatura degli eurocrati al servizio della Germania», e che natural- mente chiedono più spesa pubblica e più debito , pur di evitare i sacrifici . Va però sottolineato un fatto del quale poco si parla, malgrado sia molto importan-

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