Maggio-Giugno-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 40 può essere il tipo di intervento adatto in quanto, invece di aprire uno spazio per la comprensione reciproca, si rimane nella lo- gica del vincere/perdere, dei vincitori e dei vinti, ragione/torto ecc. L’attenzione alle emozioni presenti in classe permette di af- frontare da un punto di vista personale, e quindi inconfutabile, le tematiche legate agli affetti e aiuta a cogliere così aspetti più nascosti della classe. «Le mie emozioni sono vere in quanto le ho provate in prima persona. Un problema non sarà quindi un’accusa all’altro, ma un malessere che desidero non provare più: il problema non è “quello che mi è stato fatto” ma “come mi sono sentito” in una deter- minata situa- zione con l’esplicitazio- ne di un disa- gio che viene condiviso con altri» (Ianna- cone, Colom- bo, Veronesi, 2003). In questo siste- ma il counse- lor si pone in una dimen- sione di os- servazione e di ascolto at- tivo di ciò che avviene nel gruppo, si fa garante della libertà di espressione in un clima posi- tivo e non giudicante, facilita la comunica- zione tra i membri coinvolgendo chi ha più difficoltà a esprimersi, chiarifica e riformu- la ciò che viene detto. Siamo noi che modelliamo le circostanze della nostra vita con le nostre azioni: è que- sto il punto cardine attorno al quale ruota la psicologia umanistica, che ripone enorme fiducia nell’essere umano. L’individuo non è più considerato esclusivamente frutto del suo ambiente o del suo passato, ma gli vie- ne riconosciuto un grande margine di libertà da qualsivoglia fattore condizionante. Natu- ralmente, un individuo, capace di essere li- bero nelle sue scelte e capace di metterle in pratica, deve anche essere responsabile. Il counseling ha l’obiettivo di accompagnare il proprio interlocutore, verso la scoperta e l’attivazione di questa potenziale libertà, creatività e responsabilità. L’originaria in- tuizione su cui si basa questa disciplina è quella di Carl Rogers, secondo cui se una persona si trova in difficoltà, il miglior mo- do di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali. In questo senso il coun- seling è pri- ma di tutto una forma- zione alla crescita per- sonale, una guida a rico- noscere il lar- go margine di responsabili- tà che abbia- mo nei con- fronti della nostra esi- stenza, indi- viduando co- me modifi- chiamo e causiamo gli eventi con il nostro modo di agire, parlare e, anche solo, di pensare. È un modificare la visione fatalista della re- altà in una visione più oggettiva in cui la re- altà viene riconosciuta in una continua tra- sformazione, in cui l’individuo può trasfor- mare se stesso e la sua vita per trovare so- luzioni più adatte alla sua specifica natura. Ispirato alla filosofia esistenzialista, il counseling è particolarmente adatto al lavoro con i giovani dal momento che rispecchia molti aspetti delle preoccupazioni adolescen- ziali, incoraggia il soggetto ad accettare l’an- sia come un dato di realtà e lo spinge, attin- gendo alle proprie risorse, ad assumersi la re-

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