Maggio-Giugno-2012
39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 delle istanze di mutamento delle nuove ge- nerazioni, un laboratorio di dialogo e di ap- prendimento non solo per i giovani, rispetto alla realtà socioculturale a cui si affaccia- no, ma anche per il corpo insegnante e quindi per le autorità dello Stato sul conti- nente magmatico e proteiforme delle con- dotte adolescenziali in continua e rapida trasformazione. Il ritorno alla centralità affettiva sembra costituire il supporto a partire dal quale i giovani possono costruire un percorso di uscita dal disagio spesso non manifesto apertamente ma interiormente presente. All’interno dell’ambiente scolastico posso- no, a seconda della richiesta, essere utiliz- zati sia setting individuali che di gruppo. Il primo risulta essere maggiormente indicato per studenti che hanno grosse difficoltà a parlare di sé, soprattutto in presenza di un gruppo di per- sone. È inoltre indicato nel ca- so in cui siano presenti proble- matiche perso- nali che non coinvolgono al- tri studenti o il gruppo classe di appartenenza. Il secondo è in- vece caratteriz- zato da «fattori curativi» rin- tracciabili nel supporto rice- vuto dagli altri partecipanti e nella possibilità di confronto e discussione con altre persone in merito a speci- fiche problema- tiche, che il ragazzo tende spesso a consi- derare come riferite unicamente a se stes- so. In questo senso trova spazio il counse- ling alla classe, che può risolvere situazioni problematiche, e sviluppare abilità comuni- cative e relazionali, su iniziativa di studen- ti, insegnanti, genitori o del consiglio d’isti- tuto. Le situazioni problematiche spesso ri- guardano rivalità tra gruppi di studenti, esclusione di alcun membri, prepotenze, competizione, rapporti conflittuali con al- cuni insegnanti, presenza di studenti con grosse difficoltà di relazione e con compor- tamenti disturbanti, impossibilità di svolge- re l’attività didattica, possibilità per qual- cuno di sviluppare una leadership negativa. Il gruppo classe è un microcosmo sociale ca- ratterizzato da omogeneità rispetto alle al- tre classi ed eterogeneità tra i componenti della classe. La metodologia generalmente utilizzata è quella che considera gli studenti parte at- tiva e compartecipe alla propria formazio- ne. La pratica del circle time, il «tempo del cerchio», è un momento parti- colare per la classe che si dedica alla cura delle relazioni al proprio inter- no. Esso ha una funzione di con- tenitore anche per le altre at- tività e consiste in un gruppo di discussione al- l’interno del quale è possibi- le comunicare le proprie emo- zioni rispetto al vivere in classe e rappresenta, quindi, anche una modalità che consente di affrontare i problemi o i conflitti che emergono con il tempo. In caso di classi particolarmente problematiche è necessario che il problema sia riconosciuto e che ci sia intenzionalità nel volerlo risolvere, altrimenti questo non
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