Maggio-Giugno-2012
29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 divise, modalità di comportamento di grup- pi che interagiscono tra loro (inclu- sione/emarginazione per coloro che condi- vidono o no questo tipo di socializzazione primaria); - un Sapere organizzativo , pratiche di funzionamento e gestione scolastica, dove gli insegnanti hanno una funzione di sele- zione. La selezione deve poter garantire una maggior spendibilità dell’impegno e del suc- cesso scolastico nella società futura, uno status futuro. Nei licei la geostoria ottimiz- za l’uso della conoscenza, quale elemento necessario e strategico di rielaborazione e affermazione nella società, perché mira ad abituare alla ricerca processuale, quale me- todo di studio; alla costruzione di uno spa- zio e alla sua decostruzione temporale. Dalle linee guida: dubbi, limiti e soluzioni… …è naturale che da una lettura veloce nascano dei dubbi in coloro che sono istitu- zionalmente demandati a mettere in prati- ca le linee guida ministeriali, ossia i dirigen- ti e i docenti. Perché il MIUR tratta separatamente le due discipline se intende unificarle in un unico insegnamento? In tal modo la geogra- fia non rischia di diventare l’ancella della storia e di essere giustificata solo con il fat- to che «serve» una collocazione spaziale agli eventi e processi? Quando … …nella trattazione degli obiettivi specifi- ci e nelle linee generali anziché proporre una visione innovativa ci si limita a «ricalca- re» il vecchio modello conoscitivo, si ricade nella lista dei contenuti, mentre le compe- tenze, che potrebbero unificare il percorso geostorico, scompaiono. …Vi sono indicazioni incomprensibili che confondono il docente, come la dicitura «da sviluppare poi nell’arco dell’intero quin- quennio» relativa alla geografia, che è pre- sente solo nel biennio! Le linee generali so- no un magma di contenuti, esempi metodo- logici, citazioni di modalità di verifica, indi- cazioni sui metodi di studio, mescolate sen- za soluzione di continuità e senza che si comprenda bene cosa è prescrittivo, cosa invece è un suggerimento di possibilità da vagliare da parte del docente. Se però… …per GeoStoria intendiamo l’analisi a 360° dell’ uomo , valorizzato come Persona, si attribuisce a tale disciplina uno spessore antropologicamente ontologico, che per- mette un’analisi spazio-temporale ove l’umanità è nelle società che si evolvono e progrediscono, che, nel loro migrare, vivono spazi e si esprimono in un susseguirsi di eventi storici. In tal contesto l’alunno che studia, che si interessa, che si impegna, non è più solo studente, ma è portatore di civil- tà, attore sociale nella classe. In tale con- testo l’ azione didattica del docente trova compimento nel momento in cui si muove verso lo sviluppo di competenze, frutto del- l’incontro tra il sé dell’allievo e il mondo, attraverso l’esperienza condivisa tra un esperto e un apprendista . A nostro modesto parere il riformatore, anche se in modo piuttosto evasivo, ci pro- pone una disciplina in 3D, ossia partendo dall’orizzontalità spaziale della geografia, percorrendo e ripercorrendo verticalmente le logiche storiche degli avvenimenti, ci fa giungere a una trasversalità che ci fa Essere cittadini attenti e competenti. La nuova materia non vuole cambiare i contenuti, ma rivisitarli in una diversa ottica, globale e in- terculturale per preparare gli alunni ad ac- quisire competenze e capacità critiche nei confronti della società globale, tecnologica e multimediale. Questa visione spiega facilmente la ra- gione per cui l’unione è fatta nel biennio, perché è in tale sede che si imposta il mo- dus vivendi del discente, mentre nel trien- nio egli dovrà studiare le discipline separa- tamente per decostruirne le logiche e rico- struirne i passaggi, da Cittadino più adulto e consapevole. Il continuo ritornare sui contenuti del biennio (anche nel triennio) è parte essen- ziale del metodo della ricerca , ove la sua ricorsività non è ripetizione ma sperimenta-
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