Maggio-Giugno-2012
Sicuramente le dinamiche demografiche negative, mitigate solo in parte dal boom degli stranieri residenti nel nostro Paese, che hanno registrato una crescita esponen- ziale di giovani soprattutto negli ultimi 10 anni (quelli dai 15 ai 24 anni erano meno di 50 mila negli anni Ottanta, oggi sono circa 800 mila). Ecco come si è arrivati alla situa- zione attuale, che mostra come quasi 1 gio- vane su 10 tra i 15 e i 24 anni non è italia- no. Attenzione però, che anche gli stranieri «invecchiano»: nel 1981 i giovani stranieri (10-24 anni) rappresentavano il 24% del to- tale degli stranieri, oggi sono il 18%. Oltre alla dinamiche demografiche, la transizione all’«età adulta» si è rapidamen- te spostata in avanti: un giovane su quattro negli anni Settanta era sposato, oggi sono una rarità, segno evidente del fatto che dalle famiglie di origine si esce molto più tardi. Basta guardare alla struttura delle popo- lazione dai 15 ai 29 anni secondo lo stato ci- vile: se oggi questo tipo di dato non eviden- zia dati particolarmente eclatanti (il 90% sono celibi / nubili), è interessante eviden- ziare la variazione dello stato civile rispetto a 40 anni fa: solo il 54% di giovanissimi non era mai stato coniugato. È vero anche d’al- tro canto che molto probabilmente forti erano anche i «condizionamenti» familiari, ad esempio matrimoni «riparatori» a segui- to di gravidanze precoci (infatti in quegli anni si facevano più figli) ma che spesso fi- nivano in breve tempo: il 21% degli under 30 era già separato o divorziato. L’aumento dell’istruzione, e con esso dell’inattività lavorativa, è il rovescio della medaglia che ha spinto alla permanenza nei nuclei familiari e all’allontanamento del- l’emancipazione. In 40 anni i giovani diplo- mati sono triplicati, passando dal 15% al 46%, nella fascia dai 15 ai 29 anni; gli iscrit- ti alle scuole secondarie di 2° grado sono circa 1 milione in più rispetto al 1971; i lau- reati passano dall’1% al 10%: nel 1971 si iscrivevano all’università 760 mila giovani, oggi sono 1 milione e 800 mila, e ci so- no 34 laureati ogni 100 25enni. Tutti questi aspetti descritti sono quelli che hanno posto i gio- vani di fronte al futuro in un modo estremamente di- verso rispetto al passato, anche re- cente. Secondo le rilevazioni del- l’Istituto Iard, in circa vent’anni, la vera indipendenza e crescita persona- le viene spostata sempre più in avanti: dal 1983 al 2000, su campioni rappresentativi di giovani dai 15 ai 34 anni, nel gruppo 21- 24enni, l’interpretazione dell’indipendenza abitativa come tappa di passaggio all’età adulta passa dal 13,5% al 6,1%, il matrimo- nio o la convivenza passa dal 20,2 % al 4,8%, la nascita di un figlio dal 12,2% al 3%. Si può obiettare che oramai per questi giovani, im- pegnati in percorsi «lunghi» di studio, sia inevitabile un atteggiamento di questo tipo, 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012
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