Maggio-Giugno-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 22 ma le stesse tendenze si riscontrano anche in chi ha più di 25 anni, età in cui si auspi- cherebbe una presa di coscienza maggiore del proprio essere «individuo». Non è dunque un caso che tra le cose im- portanti della vita per i 15-24enni assumono più rilevanza nel corso di un ventennio la famiglia (86%), gli amici e le relazioni priva- te (75%), il tempo libero (52%). Pur se al 3° posto, perde peso il lavoro (61%). C’è dun- que una polarizzazione dei giovani verso va- lori personali, più che verso valori come la- voro e carriera. Sempre più virtuale e sempre meno fisica la realtà dei giovani? Per certi versi parreb- be di sì, dato che nell’ultimo decennio di- minuiscono i giovani che vanno in discoteca (tiene solo tra i diciottenni), così come quelli che si vedono tutti i giorni con gli amici…di persona. In soli dieci anni la percentuale di utiliz- zatori di PC e Internet con frequenza gior- naliera tra i giovanissimi è aumentata di quasi il 50%. In Italia l’86% degli Internauti frequenta i social network, il dato più alto al mondo! Elevata è la popolazione giovani- le italiana del social network più famoso, Facebook: i giovani dai 13 ai 17 anni rappre- sentano il 13% di chi socializza on-line, il 23% ha tra i 18 e i 24 anni. Fermo restando che anche Facebook sta invecchiando, e molto più rapidamente dei giovani stessi. Di fronte a questa veloce evoluzione del- la «generazione digitale», non stupisce il fatto che l’Italia sia uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di penetrazione di Smartphone, soprattutto nella fascia tra i 15 e i 24 anni. È anche quello col record per più di una SIM tra i giovani, ma solo il 21% dei giovani si paga le proprie spese telefoni- che, contro percentuali doppie per tede- schi, brasiliani e inglesi: l’Italia in questa classifica è ultima. I mass media tradizionali perdono appe- al , rimpiazzati dai new media : soprattutto nella fascia 15-17 anni si registra un’enorme flessione nell’utilizzo dei mass media tradi- zionali tranne la TV, così come cala moltis- simo l’utilizzo della radio sostituita dal MP3 nonché la lettura dei quotidiani. In controtendenza, invece, la lettura; dopo i minimi storici di inizio millennio, i trend di lettura di libri appaiono in cresci- ta, soprattutto tra i giovanissimi, e in tutte le fasce d’età le ragazze leggono il 20% in più e anche oltre rispetto ai ragazzi. Dagli anni ’80 ad oggi si registra il decli- no della fiducia nei confronti di molte isti- tuzioni: insegnanti, polizia, militari di car- riera, banche e uomini politici. Inoltre, l’at- teggiamento di disgusto verso la politica da parte dei giovani è quasi raddoppiato, e quasi 1 giovane su 4 sopra i 20 anni non si informa di politica per sfiducia. Solo il 16% dei giovani fra i 15 e i 34 anni si ritiene oggi «sereno e soddisfatto». La preoccupazione per se stessi è massima tra i minorenni (28%), cala con il crescere dell’età. Ma la quota dei «turbati» è ampia a tutte le età: si riscontrano infatti bassa autostima, paura del futuro e di realizzarsi. Al crescere dell’età aumentano poi i «so- li», coloro che sentono troppo il peso delle responsabilità e non vedono all’esterno pos- sibilità di aiuto. Da più parti si sente dire che l’attuale generazione dei trentenni sarà la prima dal dopoguerra a cui si adatterà l’adagio «i figli staranno peggio dei padri». Sarà veramente così, o si tratta principalmente di una fase determinata dal ciclo economico negativo che, da oltre un quinquennio, attanaglia il Vecchio Continente e gran parte delle altre economie avanzate? Sono interrogativi a cui è difficile rispon- dere, ma l’esame attento dei cambiamenti, rapidi, che stanno avvenendo nelle nuove generazioni impone di affrontare le proble- matiche con nuovi strumenti e da nuovi punti di vista. La ricerca di Datagiovani ha voluto por- tare un contributo critico a questa rifles- sione, evidenziando gli enormi cambiamen- ti intervenuti negli ultimi quarant’anni, non sempre edificanti, e tuttora in atto. Vale la pena, per concludere, sottolineare anche aspetti positivi, come la crescita dello spirito di aiuto verso gli altri, testi- moniato dall’aumento della partecipazione al volontariato proprio tra i più giovani, oppure lo sviluppo di nuove relazioni socia- li innescate dai social media che offrono nuove e maggiori opportunità di interazioni tra i giovani.

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