Maggio-Giugno-2012
11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 zione sociale dei giovani (2), uscito in pri- ma edizione nel 1964, cioè negli anni im- mediatamente successivi all’approvazione del DPR di cui sopra, periodo in cui chi aveva a cuore il bene della scuola ha ten- tato di dare slancio e sostanza al delicato compito di educare i cittadini nella scuola. Il punto di partenza della riflessione no- senghiana si fonda sul riconoscimento di una prerogativa specifica della natura umana, quella naturale socievolezza di cui parla Aristotele, che egli identifica come il piano del «sociale costituzionale, origina- rio, iniziale o potenziale, connesso con la stessa natura e struttura sociale dell’uo- mo» (p. 31), su cui si innesta il piano del sociale amicale (la socievolezza) in cui prendono forma gli atteggiamenti di ami- cizia e rispetto nei confronti delle singole persone. Il terzo momento dello sviluppo del germe di socievolezza che ci caratte- rizza per natura è quello – precisa Nosengo – del sociale societario , che caratterizza il rapporto effettivo con la società di cui sia- mo membri, con le sue strutture e le sue leggi. L’ultimo livello che viene identifica- to è quello del sociale comunitario , che ri- guarda in modo specifico la vita di quella Comunità, il cui fine è un Bene comune trascendente, ovvero la Chiesa. Le quattro dimensioni di cui parla Nosengo si intrec- ciano e si integrano a vicenda e – a nostro avviso – sono chiamate a interagire nel concreto dell’azione educativa, secondo una logica che non è quella della succes- sione cronologica, ma della cooperazione pedagogica. Nello schema educativo pro- posto da Nosengo il compito specifico di «Cittadinanza e Costituzione» si colloca al livello della dimensione societaria, la qua- le – come lui stesso precisa – è chiamata a integrarsi con le altre dimensioni: In forza delle loro potenziali tendenze e dei loro bisogni, gli uomini ben fatti, in- trinsecamente sociali e già socievoli, si uni- scono e si organizzano in gruppi, istituendo delle società fondate su leggi come stru- menti per esplicitare e delimitare diritti e doveri, per vivere in armonia, per collabo- rare, per esercitare ordinatamente l’amici- zia societaria ed ottenere così per tutti i componenti dei risultati di vita e di civiltà superiori a quelli che ciascuno potrebbe raggiungere da solo (ivi, p. 41). Lo spirito dell’intuizione di Nosengo po- trebbe essere considerato come l’anima dei dispositivi pedagogici che emergono da un’analisi attenta dell’impianto disciplinare di Cittadinanza e costituzione. La fonte a cui rifarsi è il documento di indirizzo ema- nato dal MIUR il 4 marzo 2009 (3), grazie al lavoro della Commissione ministeriale pre- sieduta dal prof. Luciano Corradini e di cui ha fatto parte anche chi scrive. Tale docu- mento segnala in modo esplicito la necessi- tà di valorizzare l’impianto culturale del- l’educazione civica abbozzato negli anni Cinquanta, «liberandolo dai limiti istituzio- nali che, con le sole due ore mensili, e sen- za un proprio voto, ne hanno ostacolato il cammino» (4). La logica che lo anima è quella di un curricolo verticale, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, progettato supponendo una discipli- na autonoma. Ciò non significa che il legi- slatore intendesse «delegare» al solo inse- gnamento di C&C la dimensione educativa in genere e l’educazione alle competenze sociali e civiche in particolare, ma che si ri- tiene importante un luogo culturale in cui (2) G. N OSENGO , L’educazione sociale dei giovani , AVE, Roma, 1968 (II ed., la I è del 1964). Per una riflessione si- stematica sui fondamenti dell’educazione sociale e civile dei giovani si veda anche: A. P ORCARELLI , Lineamenti di pedagogia sociale , Armando, Roma, 2009. (3) Il documento, pubblicato sul sito del MIUR, è disponibile anche in appendice al volume L. C ORRADINI (a cura di), Cittadinanza e costituzione. Disciplinarità e trasversalità alla prova della sperimentazione nazionale. Una guida teorico-pratica per docenti , Tecnodid, Napoli 2009 (con lettera prefattoria del Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano), a cui ci riferiremo per le citazioni, indicando il numero di pagina. (4) Documento di indirizzo ..., cit. p. 302. L’opzione per la soluzione organizzativa dell’ora settimanale con va- lutazione autonoma (voto distinto rispetto a quello di storia) appare con evidenza dalla lettura dell’intero docu- mento e viene ribadita poco oltre, dove si afferma che “l’ora settimanale dedicata a Cittadinanza e Costituzione non è certo sufficiente a produrre, sulla mera base dei temi che affronta e dei metodi di lavoro coinvolgenti che sappia adottare, risultati di questo tipo” (ivi, p. 305).
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