Maggio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 4 Spi r i tual i tà Piano personale Non esiste un progetto educativo già fatto e compiuto. Educare è un «arte» ed ognuno ci deve mettere la propria compe- tenza, la propria passione, la propria fanta- sia. Al massimo si può dire che uno appar- tiene ad una scuola di pensiero; ma ogni educatore o insegnante, come ogni arti- sta, è unico e irripetibile, anche se conti- nuamente sollecitato a confrontarsi con quelli che lavorano nel suo stesso campo. Ars longa, vita brevis … Il proverbio latino ci dice che dobbiamo tendere ad una per- fezione sempre maggiore nella nostra pro- fessione, con una profonda passione per la scuola, con un aggiornamento continuo, con una maggiore conoscenza, con migliori stru- menti tecnici, perfezionando la nostra capa- cità di comunicazione. È un impegno che du- ra tutta la vita e non solo quella lavorativa. Piano spirituale ed ecclesiale L’insegnante deve avere un quadro di va- lori personali che lo motivino interiormente, una spiritualità professionale. Devono essere la persona di Cristo con cui ci si relaziona con una fede profonda ed illuminante, la Chiesa, la persona umana, l’impegno sociale e politico, l’amore per il nostro pianeta, ecc. Tutti valori che assimilati e vissuti costitui- scono la santità media, quotidiana e laica- le del popolo cristiano, che aiutano anche a superare momenti di difficoltà e di sfidu- cia che possono manifestarsi nell’esercizio diuturno, spesso faticoso, della professione. I docenti devono perciò prevedere, sia a li- vello personale che di gruppo, momenti di spiritualità che li motivino a promuovere una scuola moderna, ispirata ai valori cristiani. Piano educativo Questi valori spingono ad un profondo amore per gli allievi, unito ad una forte in- tenzione educativa. La professione dell’in- segnante comporta una relazione personale con il singolo alunno e con la classe, che so- no realtà in sviluppo ed in continua trasfor- mazione. È necessario un metodo duttile, sottoposto a continue verifiche. Si impara facendo, coinvolgendo l’attivismo del disce- polo: il docente deve essere un suscitatore di attività, poiché l’attività fa passare dalla potenza all’atto con un cammino graduale. Al centro vi è sempre l’alunno: attenzione quindi alle caratteristiche individuali. Il me- todo di insegnamento deve essere attivo sia dal punto di vista intellettuale, sia da quel- lo manuale e vitale: l’insegnante deve per così dire calarsi nei panni dell’allievo aiu- tandolo a «RIFARE» quel percorso didattico che egli ha a suo tempo assimilato e pratica- to, stimolandolo a crescere, a socializzarsi. L’insegnante, tuttavia, è uno stimolo per una crescita non solo sul piano didattico e conoscitivo, ma anche sul piano spirituale, sul piano della vita e della libertà: il bino- mio scienza e virtù è strettamente collega- to. È l’alunno che segna con le sue doti ed i suoi interessi la traccia del lavoro che il docente deve svolgere nei suoi confronti, per stimolarne l’attività intellettuale e spiri- tuale, circondandolo di quei sussidi ed aiuti che lo guidano all’apprendimento. In sinte- si l’insegnante è uno che conosce la strada ed è disposto a ripercorrerla con l’allievo. L’ARTE DELL’EDUCARE RIFLESSIONI SUL PROGETTO EDUCATIVO DELLE NOSTRE ASSOCIAZIONI Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM
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