Maggio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 2 calibrare anche i tempi, approfondire gli elementi comuni e quelli differenti della didattica in presenza e della DaD, valutare le difficoltà, riflettere sulla efficacia, rive- dere totalmente il modo di «fare scuola». L’UCIIM intende proseguire sulla strada della formazione lavorando e approfon- dendo tutti questi aspetti. 2. Una seria ricerca va portata avanti ve- locemente sui curricoli scolastici e le discipline : vanno aggiornati i curricoli, che devono puntare sulle conoscenze es- senziali, sugli apprendimenti significativi, sul favorire l’acquisizione da parte dei ragazzi dell’analisi critica e dell’approc- cio cognitivo volto al problem solving , sul definire obiettivi e perseguire le abilità sociali e le competenze trasversali in vi- sta di un mondo sostenibile. L’utilizzo dei media nelle discipline appare abbastanza complesso e potrebbe essere poco funzio- nale se non proposto secondo metodolo- gie specifiche e idonee. Alla riapertura delle scuole sarà indispen- sabile avvalersi di metodologie innovati- ve quali la flipped classroom ; l’appren- dimento peer to peer ; la socializzazione dialogica di esperienze e documenti… Ogni scelta dovrà essere basata su ciò che è epistemologicamente essenziale e di- datticamente generativo, in riferimento all’età degli alunni. 3. L’organizzazione dell’orario scolasti- co (e non solo), applicando la flessibilità consentita dall’autonomia istituzionale, dovrebbe individuare le modalità più ri- spondenti alle esigenze della comunità scolastica. Entro un quadro protocollare nazionale a maglie larghe, si potrebbero: alternare didattica in presenza e a di- stanza; ridurre l’unità oraria (specie on line , per evitare che gli alunni trascorra- no molte ore davanti allo schermo), recu- perando così i tempi residui per attività di gruppo o interdisciplinari; gli insegna- menti teorici potrebbero essere allargati a più classi, le attività pratiche svolte per gruppi; potrebbe essere necessario fare alternare gli alunni in gruppi di presenza e/o aprire le classi in orizzontale e ver- ticale; attivare l’attività didattica anche il sabato; scaglionare entrate e uscite; utilizzare l’organico per l’autonomia; di- minuire il numero degli alunni per classe. La complessità organizzativa comporterà un’articolazione di tempi e di attività non facilmente realizzabile, specie in quei contesti scolastici ove non ci sono consolidate esperienze di lavoro in co- mune in vista di obiettivi unitariamente perseguibili. A settembre, perdurando uno stato di emergenza, sarà utile partire con una mo- dalità mista (DaD e presenza) il più possi- bile lineare; un orario ridotto per i ragaz- zi permetterebbe soluzioni diverse, ma garantirebbe la possibilità per i docenti (senza superare il monte orario settima- nale) di lavorare anche in presenza con gruppi alternati. Bisognerà tenere presente che gli alunni più piccoli hanno assoluto bisogno di un lavoro in presenza, sia ai fini dell’appren- dimento sia per instaurare insostituibili relazioni con i docenti e socializzare con i compagni. Anche per le prime classi degli altri gradi di scuola è assai importante la presenza per non cadere nel disorienta- mento e nella dispersione. Un’attenzione del tutto particolare va ri- volta a coloro che hanno Bisogni Educati- vi Speciali, poiché il superamento di ogni disagio e l’auspicabile crescita possono realizzarsi solo attraverso l’inclusione nel contesto scolastico dei pari. 4. La valutazione non può non risentire del- lo stato di emergenza in atto. Agli alunni non si può certo richiedere ciò che non hanno avuto, quindi la valutazione di que- sta fine anno dovrà essere più indulgente, in considerazione dello sbandamento ge- nerale, delle limitazioni e delle difficoltà di ciascuno. La storia scolastica di ogni ragazzo e la conoscenza profonda che di lui hanno maturato i docenti dovranno es- sere considerati di primaria importanza. Ciò non è, tuttavia, sinonimo di sanatoria tout court . E d i t o r i a l e
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