Maggio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 30 attenzione ai processi più che ai prodotti, alle competenze, personali, interpersonali e intrapersonali più che ai contenuti discipli- nari, a quelle trasversali quali: gestione del tempo, gestione della relazione a distanza, tempi di attenzione, capacità di ascolto e di capitalizzazione, avendo cura di rendere la valutazione un agente facilitante e motivan- te, uno strumento di incoraggiamento e di sviluppo. Con gli strumenti che si mettono a dispo- sizione si intende, dunque, rispettare con rigore quanto disposto dalle norme emanate in questo particolare scenario, che si auspi- ca possa gettare le basi per una riflessione più ampia sulla necessità di non ingabbiare la valutazione, ma di orientarla a riempirsi del significato che deriva dalla libertà del- la narrazione secondo paradigmi osservativi ben progettati, coerenti con le UDA per gli anni intermedi e con i TSC nel terzo anno. Essi tutelano questi fattori: 1. Privilegiare il valore proattivo della valu- tazione, evitando di conferire alla valuta- zione un’accezione scoraggiante. 2. Utilizzare massivamente la valutazione formativa (enfatizzando i processi prima che i prodotti) considerando anche l’au- tovalutazione da parte dello studente (cfr le liste di controllo allegate alle griglie). Fondamentale «monitorare», attraver- so l’autovalutazione dello studente, non solo gli apprendimenti, ma lo stato di be- nessere (indicatori possibili: senso di au- toefficacia, attivazione e investimento sul compito, partecipazione nelle interazioni di gruppo…). Nel momento della valuta- zione degli apprendimenti si deve tenere in dovuto conto il processo di investimen- to personale di ciascun alunno. 3. Dare rilievo alla valutazione delle com- petenze, in particolare: imparare a impa- rare, cittadinanza, spirito di iniziativa e consapevolezza culturale. terà su descrittori specifici relativi a: stesura dell’elaborato e sua esposizione, sarà con- notata dal rispetto per i personali talenti, senza generare ansie da prestazione, senza affanni per contenuti e obiettivi disciplinari, consapevoli del valore flessibile del progetto didattico che caratterizza ogni curricolo, ep- pure, altresì, consapevoli di dover cogliere per questi alunni di terza media all’Esame di stato, soprattutto la loro capacità di sapersi orientare con competenza e creatività nella risoluzione di problemi di varia natura che esigeranno l’impiego di diverse conoscenze, mutuabili dal patrimonio fin qui costruito. E altrettanto consapevoli che per gli alun- ni delle classi intermedie, stando al valore orientativo delle Indicazioni nazionali, tutto è ancora in fieri. Coniugando norma, trasparenza, «auto- nomo discernimento», con reali apprendi- menti conseguiti e spendibili nel futuro che li aspetta per un’ulteriore crescita, gli stru- menti costruiti e condivisi con i docenti con- siderano – come processo fondante l’appren- dimento – le competenze trasversali che gli alunni hanno fin qui maturato, valorizzando dunque, il lavoro di sviluppo che ha accom- pagnato tutto il triennio. L’elaborato, i risultati delle discipline, descritti in termini di conoscenze e capacità e il processo evolutivo osservato nel trien- nio saranno gli indicatori che singolarmente descritti faranno ascrivere ogni alunno nella rubrica di attribuzione di valore finale. Lo spirito di questo certosino lavoro che vuole dare senso e significato a un numero, è: • valorizzare la capacità di problem sol- ving , di partecipazione, di autonomia, di responsabilità, di «doversi attrezzare» e superare gli ostacoli. • Sapersi orientare in setting motivanti e collaborativi per sostenere la sistematiz- zazione degli apprendimenti e non vani- ficare il processo di crescita che richiede fatica e impegno per tutti gli attori. • Saper gestire l’imponderabile, saper at- tingere al proprio patrimonio per non ar- rendersi mai. Va da sé che gli stessi strumenti, sempli- ficati, restano applicabili per tutti gli alunni con DSA e/o con BES, nell’ottica di prestare

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