Maggio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 26 per questo, che senso ha la vita? Cosa ne sarà di me? Per cosa potrò spendere le mie risorse migliori? In definitiva: chi sono io? ». (Alessandro D’Avenia) # # # Premessa: La presente proposta formativa ha lo sco- po di agevolare, facilitare, indirizzare i com- portamenti e le scelte dei miei alunni verso lo sviluppo di senso critico e di scelte consa- pevoli. A partire dai risultati della mia plu- riennale sperimen- tazione didattica, sono approdata ad un nuovo «ambien- te di apprendimen- to» che ho voluto chiamare «Il libro del cuore» per di- mostrare che non è vero che gli studen- ti non leggono. Nei venticinque anni di docenza, infatti, ho sempre avuto come obiet- tivo il ben-essere dei miei alunni e non ho mai smesso di studiare, aggior- narmi, cercare le soluzioni didattiche ed educative più adatte agli allievi che avevo di fron- te, evitando quindi prodotti o procedu- re standard, uguali per tutti. In quest’ottica ho affrontato lo studio e l’uso delle strategie innovative per la didattica. Approdata al Liceo «E. Giannelli», Scuo- la ad alto patrimonio artistico inteso in sen- so ampio - visti i molteplici indirizzi legati all’arte, alla danza e alla musica - ho curato la didattica e la mia formazione attraverso uno sviluppo sincrono rispetto alle esigenze delle classi a me affidate nonché all’indole degli allievi. La fatica dell’insegnamento dà spesso un certo senso di incompiutezza, che rende il va il suo panorama di vita, la fetta di mondo che lo interessa e lo riguarda. E noi siamo, oggi più che mai, ciò che guardiamo, ciò a cui accordiamo, consapevoli o no, la nostra attenzione: dalle stelle del calcio a quelle del cielo. Spesso nella sezione libri la casel- la è riempita dalla saga di Harry Potter, un fenomeno che ha segnato una generazione di ragazzi. Mi sono chiesto perché i ragazzi facevano file da concerto davanti alle libre- rie per accaparrarsi il volume fresco fresco. Leggendo i libri, io per primo, e ascoltando le loro motivazio- ni sono arrivato ad alcune conclusio- ni. Innanzitutto, la trama. Lo sno- darsi degli even- ti è incalzante e appassionante. Ma questo non basta e potrebbe inserire il libro nella moltitu- dine di storie fat- te solo di colpi di scena. Ma in Harry Potter la trama è di più della trama, in relazione al let- tore che genera. I 7 libri sono attra- versati da un’unica grande storia in cui non si può spostare un pezzo senza far crollare il puzzle: questo offre ai ra- gazzi la possibilità di concepire la vita come un racconto unitario. L’esistenza è una storia, che non riusciamo a cogliere se la riduciamo a un concetto o all’affastel- larsi insensato di esperienze ed emozioni. Un grande regista diceva che la trama è la capacità dell’uomo di strappare un senso al flusso del tempo. Noi leggiamo storie perché cerchiamo la nostra. Chi non ha una storia non ha identità: solo frammenti pulviscolari dell’io. I ragazzi hanno fame di poter con- cepire la loro vita, alla sua alba, come un «intero sensato», con un inizio uno sviluppo e una fine. Loro si chiedono, nell’età fatta

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=