Maggio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 20 cia profonda né sul piano culturale, né sul piano delle virtù civili. Il fatto di ripensarlo alla luce dell’emergenza che stiamo vivendo sarà senz’altro motivo di ulteriore riflessio- ne e sarà possibile rilanciare quella Paideia costituzionale che avevano in mente i padri costituenti e che potrebbe costituire – an- cora oggi – una «bussola» per i tempi di crisi e di difficoltà, magari integrandola – come proponiamo in un testo recentemente uscito (Corradini e Porcarelli 2020) – con il riferi- mento alla Dichiarazione Universale dei Di- ritti dell’Uomo (ONU 1948) e ad Agenda 2030 (ONU 2015). Con la proposta di queste tre «bussole» convergenti ci auguriamo di avere portato il nostro piccolo contributo alla mis- sione di cui parlava Nosengo. Riferimenti bibliografici C orradini L., M ari G. – a cura di - (2019), Educazione alla cittadinanza e insegna- mento della costituzione , Vita e Pensie- ro, Milano. C orradini L., P orcarelli A. (2020), Una con- vivenza civile. Itinerari di educazione civica , SEI, Torino. N osengo G . (1968), L’educazione sociale dei giovani , AVE, Roma. P orcarelli A. (2012), Educazione e poli- tica. Paradigmi pedagogici a confronto , FrancoAngeli, Milano. P orcarelli A. (2020), Saper guardare al di là degli occhi: come percorrere i sentieri della vita imparando dalle proprie espe- rienze , Diogene Multimedia, Bologna. anche il punto di riferimento di una cultura condivisa su cui possono fondarsi delle virtù sociali e civiche (Nosengo parla, al singola- re, di «virtù civica e societaria») che possano essere convergenti anche in un contesto cul- turale fortemente pluralista. Quell’accordo «alto» che trovarono i padri costituenti, pur appartenendo a tradizioni politiche e ideali profondamente differenti (cattolici, sociali- sti, comunisti, liberali, ecc.), e che alcuni storici chiamano compromesso costituziona- le , potrebbe essere considerato, sul piano pedagogico, un orizzonte di senso virtual- mente condivisibile anche nella pluralità del- le culture. Ogni persona matura – crescendo – i propri orizzonti di senso, ma – per quanto riguarda la vita sociale – è necessario conver- gere su una cultura costituzionale condivi- sa, che vada oltre il puro rispetto «formale» della legge, ma ne colga lo spirito, andando a radicarsi in quella che Platone e Aristote- le identificavano come virtù della giustizia. Per questo Nosengo fa riferimento, in modo esplicito, ad una dimensione morale e fa ap- pello alla coscienza. È anche questa la ra- gione per cui non è sufficiente un approccio di tipo giuridico alla cultura costituzionale (eventualmente affidata al solo docente di scienze giuridiche), ma è necessario un ap- porto interdisciplinare di tutti i docenti, pur con la necessità di individuare qualcuno che sia responsabile della proposta di valutazio- ne da portare in sede di scrutinio. L’educazione civica, in tutte le forme più o meno ben riuscite in cui si è realiz- zata, ha sempre avuto un ruolo importante per contribuire alla formazione delle nuove generazioni e – per questo – sarebbe impor- tante che anche il suo insegnamento venisse valorizzato al meglio, resistendo alla tenta- zione di «neutralizzarlo» nuovamente per via burocratica, cioè di limitarsi a «dichia- rare» come venga «assolto» l’obbligo di ero- gare le 33 ore. Se non è detto che tutti gli insegnanti potranno cogliere l’opportunità offerta dalla Legge 92/2019 come una vera e propria «missione» (per riprendere la sug- gestione iniziale di Nosengo) ci auguriamo che ciascuno si impegni a ripensare in ter- mini più sistematici un insegnamento troppe volte «polverizzato» in una miriade di inizia- tive, con il rischio di non lasciare una trac-

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