Maggio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 18 sede di scrutinio. Non voglio qui entrare nei dettagli più tecnici dell’attuazione di questa norma (a cui si potrà dedicare una riflessione più approfondita in un altro momento), ma vorrei sottolineare come il secondo quadri- mestre dell’a.s. 2019-2020 (il tempo dell’e- mergenza COVID) abbia di fatto coinciso con l’ultima parte di quello che avrebbe dovuto essere il primo anno di attuazione – in via sperimentale – di tale normativa, in attesa della piena attuazione (obbligatoria e «a re- gime») per l’a.s. 2020/2021 e in attesa an- che delle Linee Guida, che il M.I. avrebbe già dovuto emanare da tempo e che (come da ormai fin troppo consolidata consuetudi- ne) usciranno probabilmente con gravissimo ritardo per permettere alle scuole di riflet- tere in modo adeguato sulla progettazione di questo insegnamento per il prossimo anno scolastico. La Costituzione come «bussola»… anche in tempo di emergenza Il fatto che la Costituzione abbia un ruolo fondamentale anche nel nuovo insegnamen- to è ben puntualizzato nel testo della stes- sa legge: «a fondamento dell’insegnamento dell’educazione civica è posta la conoscen- za della Costituzione italiana. Gli alunni devono avvicinarsi ai contenuti della Carta costituzionale sia nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo, sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà» (L. molte attività venivano di fatto «imputate» a Cittadinanza e Costituzione, proprio per dichiarare in questo modo «assolto» (per via burocratica) il compito di tipo educativo connesso a tale insegnamento. La situazione si è in parte evoluta in forza dell’Ordinanza Ministeriale 205/2019, che ha posto il vincolo di valutare gli apprendimenti relativi a «Cittadinanza e Costituzione» nel contesto dell’Esame di Stato, a partire da quello stesso anno. Al di là del comprensi- bile disagio causato dall’estemporaneità del provvedimento introdotto ad anno scolasti- co ampiamente avanzato (l’11 marzo) e con le attività formative e didattiche che ormai volgevano alla fase conclusiva, tale provve- dimento ha quanto meno «costretto» i Con- sigli di Classe delle classi terminali a met- tere a fuoco in modo preciso ciò su cui gli studenti sarebbero stati in grado di «rendere conto» dei propri apprendimenti di fronte ad una commissione esaminatrice. In tale con- testo si è anche reso necessario prendere co- scienza del fatto che lo «scarto» tra quanto dichiarato nel PTOF e quanto potesse essere inserito nel documento del 15 maggio era più forte in quelle scuole che avevano privile- giato modelli di «neutralizzazione burocrati- ca» dell’insegnamento, magari inserendo nel PTOF numerosi progetti, luminosi e scintil- lanti, ma all’interno dei quali sarebbe stato difficile identificare gli apprendimenti effet- tivamente valutabili. Con la Legge 92/2019 viene istituito l’in- segnamento di Educazione civica trasversa- le , il cui compito è quello di contribuire a formare «cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e con- sapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri» (art. 1), promuovendo la conoscenza «della Costituzione italiana e delle istituzioni comunitarie per sostanziare, in particolare, condivisione e promozione dei princìpi di legalità, cittadinanza attiva e di- gitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona». Tale disciplina prevede obbligatoriamente 33 ore annuali di insegnamento, attribuite anche a più docenti, con il coordinamento di un insegnante responsabile, a cui compete an- che la proposta di valutazione da portare in
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=