Maggio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 13 della vita umana e che, successivamente, anche attraverso comunicazioni simboliche tra due o poche persone, formano la fascia delle relazioni di familiarità, di amicizia, di interazione quotidiana con piena compren- sione reciproca del senso dell’azione e della comunicazione intersoggettive. Mondi vita- li quotidiani si possono anche formare per «nuova nascita» (religiosa, politica, civile), per metànoia. Nel mondo vitale, le comuni- cazioni e le interazioni di esperire vivente, come le azioni, chiamano in causa rapporti diretti e diffusi tra persone, in un medesimo ambiente locale e in un dato tempo comune. Sono rapporti tra l’Io e l’Altro, o pochi Altri, che insieme vivendo… facciamo noi» (19). Sono quest’ultime le caratteristiche indi- spensabili sia al «villaggio dell’educazione» cui fa riferimento il Papa, sia agli ambienti formativi caratterizzati da « connectedness », capaci di risposte alle sfide contemporanee e future, attraverso una educazione, attenta ai vissuti e all’implicito, guidata da leader- ships-nuance che mettano al centro la per- sona e le dinamiche relazionali, al di là di pur pregevoli risultati accademici attesi per l’edificazione di un planetario bene comune. E allora consequenzialmente l’ottimale setting educativo-esperienziale/ambiente di apprendimento, che ritroviamo diffuso in numerose realtà senza che si abbia piena consapevolezza del suo pregevole valore, si arricchisce e si definisce ulteriormente, in- contra la riflessione sociologica e filosofica dei «mondi vitali» (20) e fornisce il denso e alto supporto della riflessione teorica e me- todologica. Si può rispondere in tal modo alle au- spicabili e indispensabili attese di più ampi orizzonti educativi, centrati sulla persona, guidati da leaderships attente alle sfumatu- re della reale esperienza vitale, nella tota- lità dei suoi fattori. È fame e sete di un nuovo Umanesimo che, reclamato dal basso delle periferie, delle varie povertà e delle diversità, diventa strada obbligata per il bene comune, per il futuro di tutti. Un nuovo Umanesimo che impone alla politica e all’economia profonde e neces- sarie revisioni categoriali. Strategicamente decisivo in tal senso diventa il ruolo nuovo dell’educazione e dei sistemi di istruzione, investiti da un vero e proprio tsunami cultu- rale, che, grazie a un fecondo rapporto tra tradizione umanistico-scientifica e gestione umanistica dell’innovazione, attraverso l’at- tenzione alle sfumature dei processi educa- tivi, guidati da una leadership-nuance esper- ta di reti e di umanità, rimettano al centro la persona e i suoi mondi vitali. Connectedness e mondi vitali Particolare importanza riveste il concetto di «mondi vitali», Lebenswelt , per politici, amministratori e persone impegnate in «cose di scuola»; esso nasce nel solco dell’elabo- razione teorica di E. Husserl, A. Schutz, A. Ardigò; e descrive con sfumature diverse la centralità delle esperienze intersoggettive, per noi significativa in particolare in ambito educativo-scolastico. Il concetto di «mondi vitali» conferirebbe alla riflessione pedago- gica e agli studi sulle nuove forme di leader- ship educativa e direttiva, nonché alla loro attuazione in situazioni reali, un necessario e ulteriore spessore filosofico e metodologi- co, evitando possibili rischi di facili ideologi- smi e moralismi interpretativi, che ne sminu- irebbero il valore reale. «Per mondo vitale quotidiano s’intende l’ambito di relazioni intersoggettive (e pri- ma ancora l’intenzionalità del soggetto aper- to all’esperire vivente di mondo vitale) che precedono e accompagnano la riproduzione (19) A chille A rdigò , Crisi di governabilità e mondi Vitali, pag.15 ed. Cappelli 1980 (20) R enato B alduzzi - G iovanni C ogliandro , L’attualità descrittiva e normativa dei mondi vitali di Achille Ardigò per il 20 pensiero politico contemporaneo Pubblicato su www.associazionemondivitali.it il 24.02.2015: «La nozione di mondo vitale si radica nel lemma tedesco Lebenswelt, mondo della vita e mondo vitale, termine allo stesso tempo descrittivo e normativo, antidoto alla diffidenza come forma di non-vita e di sterilizzazioni della fiducia e della dignità, componenti fondamentali di ogni teoria etica e politica liberale… la nozione di mondo vitale è quindi intrinsecamente dinamica e intrinsecamente ottimistica, e questo si mostra indispensabile fasi storiche come la nostra in cui tutto rema contro l’ottimismo. Esso è un contesto dinamico e armonico nel suo mutare, ma non è spontaneo, è il frutto di un operoso cooperare di cittadini e istituzioni».

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