Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 43 S enza voler, in questa sede, entrare spe- cificamente su cosa si intende per Didat- tica a Distanza (DaD), concetto, peraltro già chiarito, commentato, illustrato, da più parti, è comunque necessario, prima di pen- sare ad una Valutazione a Distanza (VaD), col- legare questa nuova metodologia al concet- to di « ambienti di apprendimento» perché essa determina un vero rivoluzionario sistema di apprendimento, significativo, assolutamen- te non meccanico, tanto da poter afferma- re che quando si persegue la costruzione, la produzione di conoscenza invece che la sua sola memorizzazione, un tale ambiente di apprendimento è l’approccio didattico ideale per la formazione di quelle competenze così necessarie agli studenti, futuri cittadini con- sapevoli e responsabili. Nella situazione determinatasi a causa del COVID 19, lavorare con questa tipologia di ambiente di apprendimento, a distanza, è diventata scelta obbligata che comporta più che mai analisi accurata degli obiettivi di apprendimento da perseguire, metodologia del problem solving , progettazione di com- petenze innanzitutto di cittadinanza, fatte di evidenze, elaborazione di compiti di realtà, attraverso i quali sperimentare l’uso delle co- noscenze acquisite L’espressione «ambiente di apprendimen- to» è entrata da alcuni anni, non lontani, nel lessico pedagogico italiano ma l’attenzione per lo spazio, anche mentale, dell’apprendi- mento non è un tema nuovo: i padri fondatori dell’attivismo pedagogico avevano già ricono- sciuto un ruolo chiave dell’ambiente nei pro- cessi di insegnamento e apprendimento. Chiunque abbia posto in primo piano lo studente ( learner-centred ), da Dewey a Mon- tessori, da Freinet a Don Milani, per non dire di altri, ha pensato alla costruzioni di ambien- ti di apprendimento in cui si potesse favorire una didattica laboratoriale, del «fare», della costruzione della conoscenza. La DaD, infatti, si sviluppa all’interno dell’epistemologia costruttivista per desi- gnare un contesto di insegnamento e di ap- prendimento che rompe con le teorie e con le pratiche che caratterizzano la didattica tradizionale, quella che si svolge in un’aula, in posizione frontale, ex cathedra, dove l’in- segnante realizza la sua attività sulla base di un programma ben strutturato e gli studenti «seguono», ripetono e rispondono a domande finalizzate a una loro valutazione. Lavorare in un ambiente di apprendimen- to con DaD implica per il docente una solida ristrutturazione dei propri presupposti con- cettuali sull’insegnamento/apprendimento ed una riorganizzazione delle proprie prati- che didattiche tanto da doverle far diventare « best practice ». Il contesto dell’ambiente con DaD designa un apprendimento non come un processo tra- smissivo, ma una pratica intenzionale, pre- meditata, attiva, cosciente, costruttiva, che comprende attività reciproche di azione e di riflessione (Jonassen e Land, 2012). Infatti, predisporre contesti di insegna- mento e di apprendimento improntati alla lo- gica degli ambienti di apprendimento, anche mentali, anche a distanza, significa ritenere che la conoscenza si «costruisce» e non si «trasmette», significa che lo studente ha la possibilità di agire in un contesto complesso, anche nel «da remoto», nell’« online », poten- do usare una varietà di strumenti e di risor- se informative nel loro compito di conseguire gli obiettivi di apprendimento e di risolvere problemi» (Wilson, 1996), di acquisire com- petenze. Quindi, l’«ambiente di apprendimento» con DaD, rappresenta un sistema dinamico, aper- to, apparentemente caotico, in cui le persone che apprendono hanno tuttavia la possibilità di vivere una vera e propria «esperienza di apprendimento»; esso è ricco e ridondante di risorse per poter essere funzionale alle dif- VALUTAZIONE A DISTANZA: RIFLESSIONI Rosaria Picozzi e di Maria Pirozzi, dirigenti scolastiche

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