Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 42 non solo del nostro Paese; come ipotizzare la ripresa delle attività lavorative degli adul- ti senza la certezza che la scuola accolga i minori svolgendo il suo compito complesso? Allora ci chiediamo se non sia possibi- le aprire un nuovo capitolo nella relazione scuola-famiglia dopo che esse, sia pure in una situazione difficile, si sono ri-conosciute e come poter governare questo processo. Ciò richiede il pensare alla scuola come luogo di confronto sui modelli educativi fami- liari, scolastici, delle forme aggregative esi- stenti nel territorio. Il compito educativo del- la scuola dovrebbe estendersi anche alla cura della continuità orizzontale, non solo a partire dalla semplice consapevolezza che l’atteggia- mento positivo dei genitori verso la scuola in- cide fortemente sulla motivazione allo studio, così come sulla qualita generale della scuola. Ma per la convinzione che il coinvolgimento, la partecipazione, seppur complessi da attiva- re e gestire, sono processi ineludibili per fare della scuola un modello di convivenza demo- cratica e per le alunne e gli alunni un contesto di vita in cui maturare quelle competenze di cittadinanza mai come oggi indispensabili per garantire un futuro al Paese. Per permettere alla scuola di assumere una funzione proattiva rispetto alle proble- matiche della relazione genitori-scuola, è necessario migliorare le condizioni del fare scuola che sempre più determinano nel per- sonale della scuola e nei genitori stanchez- za, disorientamento, senso di frustrazione e di impotenza (si pensi al crescente fenome- no del burnout degli insegnanti) intervenen- do sul sistema istituzionale. Occorre costruire nuovi spazi di confron- to che coinvolgano quanti, in modo diretto o indiretto, hanno a che fare nei territori con l’educazione per lavorare a un patto sociale di reciprocità con il territorio. Mettere mano alla riforma degli OO.CC. , alla costituzione di consulte territoriali, co- struire nuovi contesti di sviluppo della col- laborazione scuola-famiglia, promuovendo l’associazionismo e il volontariato dei genito- ri che fa sentire loro la scuola come ‘propria’ da migliorare con un contributo complemen- tare e non alternativo a quello scolastico. È una grande sfida, ma forse è arrivato il tempo di raccoglierla. evidenziava un coinvolgimento diverso del genitore rispetto alla vita scolastica del fi- glio sulla base di richieste implicite. In primo luogo, al genitore viene richiesto di assicurare un compito di tipo organizza- tivo , nel senso sia di gestire i rapporti con gli interlocutori esterni, la scuola e gli altri genitori; sia di organizzare e controllare il contesto e gli orari di studio nell’ambito dei tempi e degli spazi della famiglia, delle altre attività dei figli, dei possibili elementi di di- sturbo e di distrazione casalingo. Tale compito organizzativo si caratterizza poi in termini logistici , nel senso di gestire i flussi di materiali e di informazioni in ingres- so e in uscita: materiali tradizionali (carta, fotocopie, ecc.) sia tecnologici (computer o tablet, connessioni, piattaforme, ecc.). Dalla cura dei contesti e degli strumenti che accompagnano l’attività di studio casa- lingo, l’intervento dei genitori si indirizza verso gli stessi processi e contenuti delle materie di studio, configurandosi sostanzial- mente come una funzione di tutoraggio ; si tratta cioè di affiancare e supportare sia pure a distanza il lavoro del docente, senza svolgere un’attività didattica vera e propria, controllando l’esecuzione dei compiti, ge- stendo le diverse richieste dei docenti, tro- vandosi pronti a risolvere dubbi e difficoltà nello svolgimento delle attività del figlio. Dall’attività di tutoraggio si passa quindi ad una funzione di vera e propria docenza quando il genitore, su richiesta degli stes- si insegnanti o per necessità contingenti, si trova a dovere spiegare argomenti nuovi, proporre problemi, leggere insieme ai figli, verificare gli apprendimenti, e così via. Infine, grazie alla sua presenza e alle attivi- tà che svolge, il genitore viene ad incidere an- che sul piano delle emozioni , incoraggiando, rassicurando, stimolando e motivando i figli. Un complesso di ruoli e funzioni affidati prima agli insegnanti e che emergono nel loro intreccio complesso alla consapevolez- za della famiglia che diviene corresponsabile del processo di apprendimento. A fianco di questa nuova conoscenza si af- fianca in queste ultime ore (pullulano sui me- dia petizioni in tal senso) la consapevolezza che la scuola tutta, nelle sue articolazioni, sia elemento fondamentale del welfare e
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