Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 39 E ssere genitore è sempre stato molto dif- ficile, ma in questi ultimi anni la crisi che è sotto gli occhi di tutti dei luoghi e dei modi di vita, rende questa esperienza più problematica; infatti nell’arco di due gene- razioni ci sono stati cambiamenti importanti da valutare e approfondire. La nostra epoca è caratterizzata da que- sto dover moltiplicare modi di essere, lin- guaggi, relazioni. Per il genitore risulta per questo sempre più difficile essere punto di riferimento. Se è scontato affermare che famiglia e sistema educativo svolgono un compito fondamenta- le nella formazione dei giovani è sempre più complesso trovare modalità di relazione tra i due sistemi. Quarant’anni fa Gianni Rodari osservava che «il punto cruciale è quell’incontro di base tra genitori ed insegnanti, forma concreta dell’incontro tra Scuola e Società: se questo incontro fallisce, la struttura non vive». Il lavoro che da oltre quarant’anni il Coor- dinamento Genitori Democratici (CGD) svol- ge nella e con la scuola pubblica, ha portato questa Associazione a osservare l’evolversi, il mutare negli anni dell’interazione tra la scuola e le famiglie, entrambi influenti nel- la crescita del bambino/a e del ragazzo/a; due sistemi che entrano in contatto e , pur partendo da regole e finalità educative po- tenzialmente diverse, hanno bisogno di inte- grarsi, rapportandosi in forma collaborativa per poter essere realmente utili, ognuno per la propria parte, allo sviluppo della persona- lità dei giovani. Ci si è sempre chiesti come può e deve collocarsi tale rapporto? Ed ancora, genitori e scuola sono solo due astrazioni a confronto? Se pensiamo che alla scuola non può esse- re attribuito oggi il compito di mera trasmis- sione di una cultura codificata e stratificata, ancor meno possiamo immaginare i genitori come soggetti passivi, non partecipi e non corresponsabili dei complessi processi dell’i- struzione scolastica. In tal senso si può leggere l’approvazio- ne da parte del Miur del «Patto educativo di corresponsabilità» nel 2007 elaborato con il fine di regolamentare, ma ancor più di in- centivare, il rapporto tra genitori e scuola. Il Patto Educativo di Corresponsabilità, dichiarazione esplicita e partecipata dei diritti e doveri che regolano il rapporto tra la scuola, le famiglie e gli alunni, avrebbe dovuto coinvolgere l’intero corpo docente, i genitori, il personale ATA, gli alunni e gli enti esterni. Lo spirito che animò all’epoca la stesura di questo documento partiva da reali e in- contestabili principi: • i genitori e la scuola hanno in comune i ragazzi e le ragazze che frequentano e quindi l’esigenza ed il compito di educarli per favorire da parte loro l’acquisizione di comportamenti responsabili • i genitori e la scuola devono garantire co- erenza e continuità educativa • i genitori e la scuola hanno in comune il desiderio ed il dovere di trasmettere ai ragazzi sicurezza, fiducia, serenità. Assunti più che condivisibili. Ma a distanza di dieci e più anni dalla SCUOLA-FAMIGLIA AL TEMPO DEL COVID Angela Nava Mambretti, Presidente nazionale Coordinamento Genitori Democratici

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