Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 36 P er anni abbiamo scritto e parlato di al- leanza educativa tra scuola e famiglia, poi improvvisamente questo evento drammatico della pandemia ha rivoluziona- to tutto, uno «tsunami» che ha sconvolto le nostre case e non solo il nostro Paese ma il mondo intero. Le nostre famiglie si sono ritrovate in una situazione paradossale: la scuola è entra- ta nelle case. I volti e le voci dei docenti prendono forma nelle cucine, nei salotti, i ragazzi un po’ spiazzati si sentono chiamati in prima persona ad una responsabilità nuova e molto interessante. Per molti ragazzi quella chiamata dietro ad un video è «tutto», li interpella e mostra il viso di insegnanti che cercano i loro alunni. Una vera rivoluzione. E le famiglie? Abbiamo parlato tanto di alleanza scuola e famiglia, di corresponsabilità educativa ed ora è arri- vato il tempo per noi genitori di giocare un ruolo molto ma molto interessante. Ma come vivere questa nuova esperienza? Prima di tutto creando in casa un clima serio e sereno, di stima educativa verso tutto ciò che i docenti e i ragazzi vivono attraverso quel video. Si sentono voci di docenti auto- revoli che quasi intimidiscono, altri più «s o- cial » che ti mettono subito a tuo agio. Nasce nei genitori un senso di gratitudine verso i docenti che seppur in mille difficoltà ma con professionalità e passione incontrano i nostri figli. Le scuole in queste settimane hanno di- mostrato che l’autonomia scolastica nor- mata più di vent’anni fa è possibile, molte scuole hanno fatto scelte che solo qualche mese prima non avrebbero neppure pensato possibili, hanno osato leggendo i bisogni del territorio. Un’autonomia spinta dalla neces- sità ma possibile, quindi alla portata di tutte o quasi tutte le scuole del sistema. Meno bu- rocrazia, più creatività educativa e una di- dattica che per la prima volta è entrata nel- le case per fare compagnia ai nostri ragazzi. Cosa chiedono questi ragazzi? Due cose: alimentare il loro desiderio di conoscenza e il volto dei loro docenti che attraverso lo schermo diventano o ri-diventano famigliari. Le scuole in fondo sono delle grandi case che accolgono attraverso gli alunni dal nido al liceo tante famiglie, non si può più parlare di scuola ma piuttosto di scuole e il Corona- virus ci ha messi tutti quanti con le spalle al muro: non c’è più un solo modo di fare scuo- la oggi, non ci sono più le aule ma ci sono cucine, scantinati, ab- baini o salotti piuttosto che camere da letto. La scuola giustamente è invadente ed entra a «svegliare» i nostri figli, attraverso una chiamata che io defi- nisco una carezza edu- LA SCUOLA ENTRA NELLE CASE Maria Grazia Colombo, Vice presidente nazionale Forum delle Associazioni familiari

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