Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 35 anche quando queste risultano poco positive e piene di criticità. La guerra al Coronavirus, la situazione emergenziale del momento, può rappresen- tare un’opportunità inaspettata per noi in- segnanti per fare un salto di qualità nel mo- mento più critico che l’Uomo sta vivendo dal secondo dopoguerra in poi. Le modalità per interagire con i nostri alunni sono svariate: piattaforme, strumenti telematici, app, siti internet. Ciò che è davvero importante è la qualità, il valore umano che noi siamo capaci di trasmettere anche per mezzo della tecno- logia, in quella che è una realtà virtuale. Il nostro apporto personale può fare la diffe- renza in questa situazione, dove anche noi insegnanti dobbiamo reinventarci nell’utiliz- zo e nell’applicazione dei tradizionali meto- di didattici. La scuola, non a caso, si sta preparando ad utilizzare, oltre al registro elettronico, altri programmi con quelle che dovranno diventa- re delle vere e proprie classi e aule virtuali, dove vorremmo mantenere un rapporto di- retto con gli alunni. Come sarà possibile? At- traverso videoconferenze che permetteran- no di sincronizzare azioni e lezioni, parlando e dialogando direttamente con i nostri ra- gazzi. E ciò per portare avanti le lezioni, per costruire così nuovi progetti grazie ad una vivace interazione con gli alunni. Quest’ul- timi sono i veri protagonisti di quella Fase 2 che vivrà la scuola, seppur continuando a ri- manere chiusa. Ecco perché il corpo docente dovrà essere propositivo, e soprattutto posi- tivo nel far sentire i ragazzi valorizzati per il lavoro che svolgono e svolgeranno, seppur tra molte difficoltà, a distanza. Sono sempre le azioni e le relazioni posi- tive a fare la differenza. relazione educativa, utilizzando ovviamen- te un nuovo modo di comunicare. Mi sono subito accordata con la madre per iniziare questo percorso con delle videochiamate, anche per far capire a Mario che la sua in- segnante mica si era dileguata e che quindi la scuola non era finita! Ho pensato quindi di veicolare degli adattamenti, in linea con il suo PEI, che in base alla disciplina di in- teresse, attraverso Mappe mentali, sintesi vocali, rielaborazioni narrative per mezzo di software , videolezio- ni, potesse- ro creare il più adegua- to supporto possibile in questa situa- zione emer- genziale. Il momen- to che stia- mo vivendo pone il mondo della scuola, sicuramente, dinanzi ad uno ostacolo, che può essere superato attraverso delle azioni di didatti- ca efficaci. Infatti, fare didattica, seppur a distanza, non significa soltanto condividere materiale attraverso piattaforme, ma signi- fica tenere viva la relazione con gli alunni che devono avvertire la presenza costante dell’insegnante. E non può esserci Presenza senza l’instaurarsi di un legame empatico. Del resto, questa è la regola (non scritta) dei sani rapporti umani. Quindi occorre coltiva- re, nel tempo, coi ragazzi disabili una forma di interazione dinamica per il tramite degli strumenti che si hanno a disposizione e che adesso abbiamo realmente scoperto per ne- cessità. Il tutto per far sentire loro che la scuola è vicina... anzi che la Scuola c’è ed è presente. Questa, in sintesi, è la mission che il mio Istituto sta perseguendo, attivando azioni di didattica a distanza con l’intenzione di far sentire agli alunni che il corpo docente continua a prendersi cura di loro nel proget- to educativo che li riguarda. Noi dobbiamo educare dei cittadini, i cittadini del futuro, delle donne e degli uomini che sono capaci di sapersi adattare, di superare le avversità,

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