Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 34 IL SOSTEGNO A DISTANZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS… Irene Lancellotti, Docente di sostegno presso L’I.C. Patari Rodari di Catanzaro tempi e della scarsa disponibilità di mezzi, non è stato possibile attivare nell’immediato una classe virtuale, ma ad ogni modo, il mio Istituto si è attivato per promuovere e porta- re avanti la didattica a distanza. Come insegnante di sostegno, poi, ho cer- cato di «inventare» come non far mancare la mia presenza a quel bimbo speciale che se- guo durante l’anno scolastico. Il sostegno ai tempi del Coronavirus, come ha evidenziato correttamente una nostra collega «va oltre il tempo e lo spazio, usa ogni mezzo e arriva ai nostri ragazzi». Ecco perché mi sono let- teralmente inventata un metodo che mi per- mettesse di essere il collegamento tra Mario (lo chiameremo così) e il resto della classe almeno a livello didattico. Il mio alunno, che soffre di un ritardo cognitivo e dell’ap- prendimento, seguiva e continua a seguire la programmazione della classe. Oltre all’a- spetto didattico-disciplinare, così come av- veniva a scuola, il mio lavoro si è sviluppato sulla costruzione di una diversa e fruttuosa I n questi giorni, tutti noi stiamo scopren- do una nuova modalità, un’alternativa nel fare lezione in aula. Infatti, la situazione emergenziale del periodo, con la conseguen- te sospensione delle attività didattiche, ha fatto sì che noi insegnanti adottassimo, sep- pur tra molte e oggettive difficoltà, la didat- tica a distanza. Il tutto con la grossa incogni- ta rappresentata dalle modalità da attivare con gli alunni disabili. Con quest’ultimi non è stato semplice continuare a fare lezione sen- za la possibilità di stare in classe e quindi di far per- cepire dal vivo una guida come quel- la rappresentata dall’insegnante di sostegno. Eppu- re, facendo uno sforzo ulteriore di adattamento emo- tivo e di empatia, l’insegnante può stabilire in alcuni casi quella «pre- senza», quel sup- porto che i nostri ragazzi speciali hanno necessità di avvertire e di toc- care con le proprie mani. Onestamente, nessuno di noi, da un gior- no all’altro, si aspettava di trovarsi in una simile situazione: la sospensione momenta- nea, poi divenuta sine die, delle attività di- dattiche. Tra i primi accorgimenti messi in atto, pensando che il periodo emergenziale durasse poche settimane, il corpo docente inizialmente per mantenere un filo condut- tore con gli alunni ha assegnato compiti ed attività di ripasso con l’ausilio del registro elettronico. A causa della ristrettezza dei
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