Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 32 M/a Angela Paveggio. Se penso a questo mese di didattica a di- stanza mi vengono in mente principalmente queste parole: formazione, tempo, squadra, comunità educante, emozione. Formazione: parto da questa parola, for- se la più faticosa perché noi insegnanti siamo impegnati tutto l’anno nella formazione dei nostri alunni e, contemporaneamente, nel nostro continuo aggiornamento. Ma in questi giorni di febbraio e marzo la nostra forma- zione è stata accelerata, in pochissimi giorni abbiamo imparato tantissimo e siamo arri- vati lì dove forse non avremmo mai creduto, mettendoci alla prova. Eppure siamo consci che non è ancora finita e che ogni giorno ri- splenderà per qualche novità imparata. Tempo: nella settimana dal 24 al 29 feb- braio il tempo è passato più veloce che mai; ora dopo ora abbiamo cercato, sperimenta- to, ci siamo confrontati e abbiamo imparato nuove metodologie e nuovi strumenti che potessero aiutarci nella relazione con i no- stri colleghi insegnanti, ma soprattutto con i nostri bambini e ragazzi. Ma è anche il tem- po che stiamo investendo come insegnanti, come genitori e come studenti in questa nuova didattica; tempo che ci coinvolge più delle 18/24 ore settimanali canoniche di in- segnamento, tempo che ci tiene spesso di- stanti dalle nostre famiglie, tempo che stia- mo investendo per oggi e per domani, per l’importante futuro dei nostri figli. Squadra: formata da noi funzioni stru- mentali assieme al nostro Dirigente Carrera, ma che piano piano si è allargata coinvol- gendo prima lo staff tutto e poi i docenti dell’Istituto. Una squadra in cui il capitano per primo ha sempre creduto in tutti noi, non ci ha mai lasciati soli e ci ha costante- mente spronati a fare sempre del nostro me- glio. Una squadra che ha bisogno del suppor- to di esterni che facciano il tifo: i genitori in primis. Un gruppo coeso in cui la vittoria di uno è la vittoria di tutti, in cui le nostre vite e le nostre giornate si sono intrecciate con semplicità. Comunità educante: quella che ho senti- to attorno a me in questo mese: docenti e genitori che si stanno impegnando, ciascuno secondo le loro potenzialità per supportare questa nuova scuola. Tante difficoltà, ma anche numerose soddisfazioni, che partono forse dal vedere come gli studenti siano stati bravi ad accogliere queste novità e quanto si stiano aiutando tra di loro. Si lavora insieme tra colleghi, ci si supporta, e lo si fa per loro, per quei bambini e ragazzi che, da docenti, stanno al primo posto nel nostro cuore. Una comunità in cui ci siamo anche autoeduca- ti noi adulti, assegnandoci compiti, dandoci tempi e riconoscendo gli sforzi, personali e collettivi, correggendoci a vicenda e spro- nandoci quando le cose sembravano difficili. Emozione: la più grande gioia di queste settimane è stata quando ho potuto ab- bracciare con i miei occhi i bambini dell’in- fanzia in cui insegno religione. Sì, siamo riusciti a vedere attraverso i nostri schermi bambini così piccoli (assieme ai loro geni- tori), ma non solo, ci siamo parlati e raccontati. Ho sperimentato in questi giorni la mancanza dei bambini a cui insegno e la difficoltà certo di ripensa- re una didattica adatta ai nostri tempi, la fatica di organizzare i tempi della mia giornata per riuscire ogni tanto a sperimentare anche quel «diritto alla disconnessione» che doveva aiutarmi a pensare ai passi futuri. Ma la gioia e ESPERIENZE E RIFLESSIONI di docenti e genitori dell’IC «F. Berton» Scuole di Pedavena
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