Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 27 bito le procedure sostitutive della didattica in presenza, perché con i ragazzi e le ragaz- ze che frequentano le scuole si stabilisce un rapporto empatico, si struttura una dimen- sione affettiva in nome dei quali prevale il desiderio di far sentire il ponte che si è ca- paci di creare subito quando ci si unisce per trovare la soluzione per tutti. E quando loro, i ragazzi in piattaforma ti chiedono «prof., a che ora ci vediamo», ti viene naturale organizzare un orario di in- contri virtuali, che non ha nulla a che vedere con i vincoli contrattuali, ma è l’appunta- mento con chi ripone in te la sua fiducia, le sue speranze, con chi si aggrappa a quella microcomunità su cui sa che può sempre contare, che gli carica il test, che con la vi- deo-lezione gli lancia una sfida costruttiva che lo incuriosca e lo spinga a ricercare. E in questa dimensione euristica, i docenti continuano a rappresentare lo « scaffolding » per i loro studenti, e generano nuovi appren- dimenti, quasi giocando con loro, aiutandoli a scoprire le funzioni delle piattaforme, a ri- solversi da soli i problemi, ad andare oltre il possibile, a sfidare le loro potenzialità. Noi ci stiamo riuscendo. Con fatica ma con orgoglio: siamo felici di essere arrivati a tutti. I collegamenti in live con la dirigente non rappresentano in questo momento sto- rico canoniche riunioni di consiglio di classe: sono momenti di condivisione, necessari per ottenere linee guida e orientamenti che pos- sano armonizzare le nostre azioni e possano garantire l’appoggio necessario di chi coor- dina ed è responsabile dei risultati. Ci gratifica vedere in live tutti i nostri alunni, preoccupati di recuperare il materia- le didattico se per un’evenienza non ci sia- no stati, e allora «segnarci l’alunno assente, non è atto burocratico ma è concreto atto d’affetto: ci dobbiamo ricordare chi non c’e- ra per non lasciarlo solo, per capire perché non c’era. E allora perché non attribuire valore a ciò che stiamo osservando? E qui si innesta la funzione valutativa del- la scuola: la valutazione nella DaD ha una funzione squisitamente proattiva, volta a va- lorizzare ogni processo innovativo messo in atto dagli studenti e dalle studentesse, ogni Quale metodologia non li ha! In primis i problemi diffusi di connettività! La dimensione empatica dello sguardo, della prossemica, della vicinanza fisica, dell’interlocuzione immediata che con la DaD avviene in differita: «devo aspettare l’appuntamento online per poter interagire, ma posso immaginare la reazione e che fac- cia farà l’insegnante quando scoprirà che io non ho mai voluto studiare ora sono così so- lerte nello svolgimento degli esercizi perché mi divertono i test online », «aspetto la Live per incontrarmi con i miei amici» I pro e i contro sarà possibile analizzarli in altri contesti. Ora vogliamo dire una cosa positiva, vo- gliamo lanciare una sfida alla speranza e alla fiducia, in un momento storico in cui sentia- mo sempre parlare di cose tristi o dolorose, o nel caso della scuola, di cosa spetti e cosa non spetti, di cosa serva e cosa non serva, di cosa vada fatto e non vada fatto: le scuole ci sono e non si sono fermate. In ogni scuola ci si è attrezzati, dove me- glio, dove già alla grande, dove ci si sta at- trezzando, tutti ce la stanno mettendo tutta. E allora può essere bello sapere che in Ita- lia si è messa in moto la sussidiarietà con il comodato d’uso dei PC che in alcune scuole, come nella nostra, è avvenuto subito, all’in- domani del primo DPCM. In alcune scuole, come nella nostra, si è raggiunto il 100% degli allievi: nessuno è ri- masto escluso. In alcune scuole, come nella nostra, sono partiti subito i monitoraggi , non per tediare o stressare le famiglie e i docenti, ma per- ché i dirigenti attenti si sono preoccupati di capire subito che direzione di senso dare con dati concreti: quanti alunni hanno il PC, quanti hanno la connessione, come si pos- sono raggiungere tutti, come interagire con Servizi Sociali, Adi specialistiche, Servizi so- vracomunali, Parrocchie, e così è bello poter condividere i risultati già visibili che posso- no diventare strumenti di benchmark , buone pratiche da mettere a disposizione. Non vogliamo fare autocelebrazione. Come la nostra, saranno tantissime le scuole italiane che non si sono fermate. E dal giorno del primo DPCM hanno avviato su-
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