Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 17 La società di oggi sembra avere smarrito ciò che veramente ha un valore: il culto e la dignità della vita, il ruolo della persona uma- na come uomo e come donna, la dimensio- ne dell’amore e della fedeltà, il senso vero dell’amicizia che si fa dono, la valenza del lavoro che contribuisce al bene sociale, in- trecciando libertà, dignità, rispetto e legali- tà. La vera libertà, infatti, consiste non sol- tanto nella capacità di scegliere tra il bene e il male, bensì nel saper scegliere il miglior bene, prendendo decisioni consapevoli mos- se dalla costitutiva inter-natura: l’Amore. La libertà cristiana non è arbitrio, ma conduce alla più completa realizzazione del- la persona, assumendo come propria l’av- ventura d’amore che Dio ha progettato per ciascuno: « E vide che era una cosa buona». L’azione educativa che svolge la scuola- e nella scuola ogni docente - è orientata alla guida nella realizzazione del progetto di vita, unico e irripetibile di tutti e di cia- scuno degli studenti che s’incontrano lungo il cammino professionale. La scuola non tra- smette il già pensato, ma insegna a pensare, a vivere, ad essere. L’esortazione a « non inseguire ciò che non ci aiuta ad essere felici» ci deve indur- re a pensare e a ricercare l’essenziale, che, come si legge nel «Piccolo Principe» di Antoi- ne de Saint Exupéry «è invisibile agli occhi » ed il bravo educatore che « sa guardare tutti e sa osservare ciascuno » guida gli studenti alla scoperta della dimensione dell’Assoluto e del soprannaturale. L’esperienza che stiamo vivendo ci ha for- nito alcune direttive circa la gerarchia dei valori, e la ricerca del vero bene, ed ora non dobbiamo perdere una così significativa con- quista. Ecco l’interrogativo di fondo: « Dov’è l’es- senziale da recuperare quando tutto sarà finito?». « Essenziale oggi significa essere in gra- do di poter costruire un percorso che abbia come punto d’arrivo quanto ci siamo prefis- sati» afferma Mauro Magatti docente di So- ciologia all’Università Cattolica di Milano. Il principio di essenzialità diventa oggi più che mai pensiero guida che permette di mettere a punto ciò che più dovrebbe starci a cuore: sapere ciò a cui dobbiamo giunge- il motto di Giuseppe Moscati: « Chi può met- ta, chi non può, prenda ». Abbiamo trascorso giorni terribili duranti i quali ci siamo sentiti sommersi dai bisogni di qualsiasi tipo, materiali, morali e soprattut- to dal bisogno di «libertà». Chiusi nell’isolamento domestico è stata «violata» la libertà di pensiero, condiziona- ta dal «televirus» delle informazioni gover- native condizionanti e non sempre chiare e puntuali. Anche la libertà di espressione religiosa è stata contratta in streaming e «chiusa in uno smartphone », e nella «chiesa domestica», in sostituzione della partecipazione attiva alla Mensa Eucaristica. Nel silenzio della riflessione si è compreso che per sopravvivere decorosamente occorre fare appello alla nostra capacità di trovare in se stessi quelle risorse che ci fanno risco- prire il valore della propria interiorità e il forte desiderio di vivere meglio. È maturata la consapevolezza che nella società odierna la maggior parte dei giorni viene consumata nel godere dell’effimero, ricercando dei piacer che, appena soddisfat- ti, lasciano un grande vuoto e una profonda delusione. Il dopo COVID-19 potrebbe tracciare il percorso per un nuovo umanesimo, indiriz- zato alla ricerca dell’essenziale e dei valo- ri irrinunciabili, che oggi vanno sperdendosi sulla scia della laicità, e di opinabili conqui- ste civili, segno di «modernità» e di «pro- gresso».

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