Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 18 dell’Apocalisse: « Ecco io faccio nuove tutte le cose » e comprendere che la vera novità la si trova in Dio, fonte di sorprese e di spe- ranze. Il saggio Giorgio La Pira, padre costituen- te, paragonava i giovani alle rondini, « per- ché annunciano la primavera », la stagione che aspetta il fiore, il frutto e il sole. L’azione didattica è rivolta ai giovani ed è compito dell’educatore «coltivare» e «far crescere» i «germogli» di un mondo nuovo e di un nuovo umanesimo. Far crescere « uomini nuovi » e farli cam- minare «in piedi», nella corretta dimensio- ne della testa che pensa, del cuore che ama e delle membra che operano, intrecciando pensiero, sentimento e azione è nella scuo- la, il compito del docente che mette nel suo insegnamento una sentita intenzionalità educativa, capace di produrre un apprendi- mento efficace e quindi una graduale modifi- ca dei comportamenti, intesi come epifania del modo di pensare, di sentire e di agire. Rileggendo il documento conciliare « Gra- vissimum educationis » (1965) si ritrova sempre attuale il richiamo all’umanesimo solidale che ribadisce come scopo dell’edu- cazione non la selezione, bensì l’inclusione; «umanizzare l’educazione» significa mettere la persona al centro dell’educazione, come hanno insegnato i Maestri dell’UCIIM. Aggiornare il patto educativo, costruire uno stile di scuola-comunità, adottare la cultura del dialogo, che favorisce l’incontro tra le diversità per edificare il bene comu- ne, sono tutte strategie convergenti per un processo di vera umanizzazione, che sappia superare l’antropocentrismo egoistico e so- litario. re. Solo in questo modo è possibile raggiun- gere l’eccellenza, perseguire i traguardi di professionalità, realizzare desideri, sogni e obiettivi di Valore. Questa regola sollecita la necessità di avere una rotta che sia in grado di guidarci anche verso l’obiettivo coerente alla profes- sione scelta. Saper riconoscere l’essenziale nel proprio progetto significa essere capaci di sfrondare e ridurre tutto ciò che è effimero nella ricer- ca dell’obiettivo, ma senza perdere il contri- buto che persone, cose e tecnologia possono offrire. L’essenziale della scuola è la formazione integrale dello studente che diventa uomo e si prepara ad essere cittadino: è il «suc- cesso formativo» di tutti e di ciascuno. Le discipline, le materie e la didattica che oggi avviene anche «a distanza» (DaD) sono solo dei mezzi e non il fine e, in quanto tali , essi hanno bisogno di essere adoperati da mani esperte e da persone attente, sensibili alla ricerca del miglior bene degli studenti, con i quali saper instaurare una profonda relazio- ne educativa. Con una chiara connotazione positiva il termine « essenziale» necessita della giusta apertura razionale verso il mondo esterno, fonte di stimoli e di crescita. «Non bisogna cadere nel delirio delle competenze », con- clude Magatti, che per esprimere il concetto di essenzialità ha coniato il termine «depo- nente», assimilandolo alla denominazione dei verbi greci e latini, che sono, infatti, «deponenti», perché possono avere forma passiva, ma significato attivo. Il nuovo umanesimo reclama una « cittadi- nanza attiva e responsabile » che rende tutti e ciascuno protagonisti e attori della storia e della costruzione della società civile. La ricerca dell’essenziale, essendo un atto intenzionale e libero, sollecita l’im- pegno personale nelle scelte e nelle azio- ni che costruiranno il futuro dell’uomo nuovo ed un rinnovato umanesimo d.C. Se quest’umanesimo sarà capace di frantumare la crosta di laicismo, secolari- smo, fondamentalismo e relativismo, che, come ha detto Papa Benedetto XVI, han- no stravolto «l’identità e l’anima dell’Eu- ropa», si potrà reinterpretare il versetto
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