Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 11 che esistono due tipi di domande: quelle che ha chiamato «domande legittime», cioè le domande per le quali non abbiamo ancora una risposta e le altre, che ha chiamato «do- mande illegittime», di cui già conosciamo la risposta. Se accettiamo questa distinzione, dobbiamo riconoscere che le domande che gli insegnanti rivolgono agli studenti sono tutte domande illegittime. Gli studenti a scuola sono bombardati di domande illegit- time, di cui già si conosce la domanda; il loro unico scopo è verificare se la sa anche lo studente. E torniamo all’imbuto di Norimberga… Quindi l’invito è sganciarsi dall’ovvio e sfruttare opportunamente l’occasione per una valutazione autentica. Il contenuto con- ta… sosteneva la Pontecorvo (1993) spiegan- do: il contenuto è situato e distribuito. E mai come prima d’ora si è reso evidente come la conoscenza sia strettamente legata al con- testo in cui viene elaborata e come sia ripar- tita tra persone e strumenti di volta in volta partecipanti. E alla gente di scuola non è necessario spiegare ulteriormente di cosa si tratta. Il contesto è anomalo, i processi si sono modificati, le competenze da valutare sono servite su un piatto d’argento… basta solo osservare con l’acutezza di spirito che ca- ratterizza ogni docente della scuola italiana. E con le competenze professionali che lo ac- compagnano in quanto docente. Poi per i verbali, le commissioni, le firme c’è tempo. E la normativa garantisce le azioni e la gestione dell’impianto valutativo: D. Lgs. N.62/2017 e DPR n. 122/2009. 1.1. Uno sguardo al futuro prossimo Settembre è molto vicino. Il nuovo anno scolastico, qualunque sia la modalità con cui si chiuderà l’a.s. 2019-2020, è nell’immagi- nario di incertezze dell’intera comunità sco- lastica, timori, prospettive, scenari, figure, sfondi sono disegnati e delineati ipotetica- mente. Ma si dovrà, entro breve, scendere nello specifico e programmare soluzioni ra- gionevoli per le scuole di ogni ordine e grado, per i diversi anni di corso, per i diversi ordini di scuola. Se di emergenza si dovrà ancora vivere, sarà necessaria un’emergenza gesti- uno o più momenti di relazione tra docente e discenti… (Nota Bruschi Prot. 388 del 17 marzo 2020). La didattica è relazione. E la DaD ha avuto il merito di aver inne- scato virtuose relazioni a diversi livelli e tra più Soggetti, spontanee o guidate, per pro- iettare debolezze o per risolverle, per con- dividere buone prassi, linee guida, passaggi amministrativi complicati. La DaD ha preteso del resto la ri-proget- tazione di un intero quadrimestre, una rimo- dulazione necessaria delle attività previste, rimodulazione riconosciuta nella stessa nota ministeriale del 17 marzo 2020, perché la di- stanza e il mezzo tecnologico di cui si serve modificano obiettivi, contenuti, competenze che debbono mantenere organicità e coeren- za formative. Ed è stato il campo in cui maggiormente si sono osservati i capitomboli virtuosi dei docenti, dei coordinatori, dei dirigenti che hanno dovuto creare sintesi di universi co- noscitivi, parabole in grado di includere nel noto cosa chiedere alla tecnologia per asser- virsi all’istruzione e alla formazione. Soprat- tutto per non essere perseguitati da una tec- nologia che non si lascia usare perché ignote sono le sue possibilità applicative. Si premetteva infatti che le potenzialità si sperimentano nell’osservanza dei vincoli e in queste settimane il mondo della scuola sta ristrutturando ad apprendere come insegna- re, con nuove consapevolezze. Infine, una breve riflessione sulla valuta- zione. Qualsiasi insegnamento nel nostro ordi- namento scolastico sfocia in una valutazio- ne, diagnostica, formativa, sommativa. La questione è direttamente collegata al valore legale del titolo di studio, per cui abbiamo scrutini, esami, commissioni, verbali, firme. Le disposizioni per l’anno scolastico in corso saranno centralizzate, ma ciascun do- cente dovrebbe riflettere, soprattutto ades- so, non tanto su cosa vuole valutare, sul per- ché vuole valutare… perché cadremmo nello stesso errore che si vuole di evitare su con- siglio diretto di Daniele Novara (2018), che riprende von Foerster, un cibernetico a cui si deve, con altri, la Teoria dei Sistemi: Un mio collega, un compositore di nome Herbert Brun, tempo fa mi faceva notare
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