Aprile 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 9 di apprendimento, uno nessuno e centomila, per una gestione possibile dei contenuti da condividere attraverso una comunicazione svincolata dall’obbligo di una compresenza spaziale e in qualche caso anche temporale (Bonaiuti et al. 2017). Sono tutte variabili che oggi si configurano come aleatorie perché a loro volta limitate da altrettante condizioni fisiche, psichiche, tecniche. Ed è in ciascun limite che si rea- lizza la qualità dell’interazione tra docenti e studenti, anzi nei limiti e nei vincoli si atti- vano i tanti percorsi per mantenere viva l’at- tenzione, per veicolare contenuti affettivi, per ricreare quelle condizioni che in classe consentono il contatto oculare, la reciproci- tà delle pause, il coinvolgimento anche po- sturale dell’essere presenti. La didattica a distanza è l’unica rispo- sta possibile che l’organizzazione scolastica centrale e periferica potesse avviare per ri- spondere alle emergenze, sanitaria, sociale, politica, educativa, pubblica, privata… L’impegno individuale – abnegazione per tanti - rende meno arbitraria la DaD, qualifi- ca anche in questo caso il sostantivo «didat- tica», che essendo a distanza viene erogata tramite le tecnologie, tramite l’interfaccia uomo-dispositivo in cui due sistemi-realtà si incontrano per modificarsi reciprocamente. La prima e immediata evoluzione si osserva nel passaggio da interazione uomo-uomo a interattività uomo-macchina. Sebbene di- verse le conclusioni sugli effetti benefici dell’interattività ai fini dell’apprendimento, Norman avverte che tra i due poli principali della cognizione, esperienziale e riflessiva, la differenza è data dall’intensità del coin- volgimento. Nella cognizione esperienziale, cioè a interattività più intensa, si è presi nella situazione, immersi nel contesto, è la percezione istantanea che agisce e decide. Nella cognizione riflessiva ci si distacca dal coinvolgimento diretto…; la mente ha tempo e spazio per riflettere ed elaborare intorno alle diverse possibilità. La DaD è l’occasione per riflettere su quanto e come la tecnologia debba essere utilizzata affinché la scuola della pandemia continui a perseguire le finalità dell’istitu- zione formalmente deputata all’istruzione: formare personalità responsabili, autonomi, creative, critiche. È il momento giusto per prendimento, spesso reticolari e circolari. Considera la figura dell’insegnante, le sue competenze professionali e relazionali, i contenuti disciplinari quando la variabile è l’insegnamento e propone una costellazione di percorsi che ciascuno personalizza e ade- gua all’ambiente come il designer , creativo e cre-attivo, riposiziona elementi per soddi- sfare mente e cuore, favorire benessere e predisporre favorevolmente il cambiamento. E non ci sono book precostituiti. Ciascun docente, in base alla propria formazione, specializzazione, disciplina ha il potere di creare cambiamento. L’arte del cambiamento è la dimensione precipua dell’apprendimento, che raramen- te è solo l’esito deterministico del processo di istruzione. È nella variabile apprendimen- to che convergono diversi fattori facilitan- ti ed elicitanti, tra cui le funzioni cognitive superiori, lo stato motivazionale, l’assetto emotivo, la qualità delle interazioni nel con- testo, il ruolo dei mediatori culturali,… La didattica ha la funzione di renderli espliciti oggetti di riflessione e di applicazio- ne, metodologica. L’intenzionalità è d’obbligo. Se c’è l’in- tenzione c’è la volontà di un approccio non asettico, ma coinvolgente, interattivo, ge- nerativo in cui la presenza dello studente non è per la platea ma è per il palcoscenico. È astutamente premeditato il protagoni- smo dello studente. È volontariamente superata l’inerzia del modello trasmissivo legittimato dalla lezio- ne frontale standard. Che è solo una delle possibilità che il docente ha nella sua borsa degli attrezzi metodologici e non si configu- ra necessariamente come avvicendamento «spiegazione-interrogazione», potendo rap- presentare un modello di grande efficacia se sollecita l’interazione docente-studente, superando i rischi della passività e del man- cato coinvolgimento degli allievi e l’eccesso di carico cognitivo (Bonaiuti 2014). L’analisi del contesto in cui si concre- tizza la relazione didattica oggi, in piena emergenza sanitaria, impegna il versante creativo della didattica. Gli ambienti di ap- prendimento sono moltiplicati, più che altro immaginati, gestiti dalla potenza della rete, dall’influenza della motivazione a esserci. Docenti e studenti inventano gli ambienti

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