La Scuola e l'Uomo - n. 3-4- Marzo-Aprile - 2024

37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2024 la scuola, che deve educare all’intercultura, smascherando i pregiudizi e gli stereotipi, valorizzando le differenze, ma anche cercando dei punti comuni. Nelle società contemporanee la scuola si configura come uno dei nodi cruciali perché, attraverso i processi formativi e di socializzazione, si prefigura l’accesso allo spazio pubblico e alle risorse sociali. Si tratta di agire, allora, in più aree: dando risposta a specifiche criticità che possono essere incontrate da apprendenti/gruppi con retroterra diversi; lavorando a una ridefinizione di ambienti educativi per tutti i soggetti/gruppi; prestando specifica attenzione anche ad azioni che riguardano l’intero sistema formativo integrato (comunità educante); analizzando le situazioni-problema; progettando gli strumenti di monitoraggio e valutazione. La ricerca-azione è stata un arricchimento culturale individuale e di gruppo, uno strumento capace di far fare agli alunni un passo avanti verso un avvenire di pace, di solidarietà, di amore. Le diverse culture presenti in classe sono diventate patrimonio comune, in quanto messe in relazione tra di loro, ma hanno anche rafforzato e valorizzato l’identità di ciascun bambino. Essi hanno imparato a guardare il mondo negli occhi, trovando sicurezza nel confrontarsi con stili di vita e di pensiero differenti, ad accettare e convivere costruttivamente e a comprendere che non esiste una cultura intrinsecamente migliore delle altre. La ricerca-azione ha favorito la valorizzazione delle culture di tutti gli alunni, come patrimonio a disposizione di tutti, per la realizzazione di una società inclusiva, orientata al rispetto dei valori, dello scambio e della tolleranza. Point), composto da immagini, foto e piccole descrizioni, in cui viene presentata la scuola primaria Enrico Pestalozzi alla compagna NAI, al fine di permettere la sua integrazione all’interno della classe. Il prodotto multimediale è stato condiviso con le famiglie degli alunni, l’intero Istituto Comprensivo di appartenenza e alcune slides sono state inserite nel video inerente alla continuità educativo-didattica 2020/2021. Considerazioni finali La formazione degli insegnanti che operano in scuole inserite in contesti multiculturali è una priorità riconosciuta a livello Internazionale e garanzia di una scuola inclusiva e di qualità. I documenti europei sulla scuola e la valutazione degli esiti scolastici degli studenti, la normativa (Legge 59/1997, art. 21; Legge 107/2015, art. 1 commi 1-3; Consiglio di Lisbona, 2000) e la ricerca pedagogica e didattica convergono nel sottolineare il ruolo cruciale della preparazione professionale degli insegnanti per rispondere alle sfide educative, sociali e culturali legate all’incremento di studenti e alunni con sfondi migratori e linguistico culturali diversi. Tra le competenze richieste da contesti scolastici plurali in cui la multiculturalità si presenta con caratteristiche diversificate, un posto di rilievo lo occupa la capacità di acquisire competenze di ricerca e di sviluppare un atteggiamento riflessivo che riduca la distanza tra prassi e teoria. La ricerca pedagogica, infatti, soprattutto nell’ultimo decennio, è stata coinvolta in modo continuo e progressivo ad approfondire gli studi sulla presenza ormai strutturale dei migranti nella società, ridefinendo i campi di azione a partire dalla conoscenza della situazione interna e oltralpe che incornicia i flussi umani. Pur nella consapevolezza che la scuola italiana ha già prodotto una serie cospicua e significativa di esperienze, conseguentemente alla trasformazione del nostro Paese da terra di emigranti a terra di immigrati, si deve constatare la ridotta circolarità di tale patrimonio, nonché il difetto di diffusione di specifiche metodologie riconosciute come interculturali. E uno dei luoghi deputati a gestire l’incontro di culture diverse è, infatti,

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=