La Scuola e l'Uomo - n. 3-4 - Marzo-Aprile -2023

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 32 teche, TIC, ecc.) e non uguale per tutti. Possono essere superate le tradizionali classi ed i docenti vengono assegnati a spazi definiti per altrettanti laboratori ed a gruppi di alunni per lo sviluppo di progetti; spesso anche i tempi sono funzionali al lavoro. Si valorizzano apprendimenti significativi in una prospettiva interdisciplinare e olistica di conoscenza incoraggiando la ricerca, il problem solving, in modo che l’alunno manipoli concetti rielaborandoli in strutture cognitive sempre più complesse, in una dimensione di scoperta, razionalizzando i propri processi cognitivi, aumentando la propria autostima e raggiungendo sempre maggiori livelli di autonomia. L’aula si è rotta, essa va estesa a gruppi di aule collegate, una combinazione di diverse aule specialistiche; l’aumento della complessità ha contribuito a modificare i bisogni formativi per cui occorrono spazi per collaborare e lavorare in gruppo con postazioni e isole, progettare in gruppo e realizzare prodotti, svolgere prove individuali, presentare lavori individuali o di gruppo, discutere su problematiche condivise. Ci sarà poi anche uno spazio informale, di relax per incontri liberi. All’insegnante si chiede la massima individualizzazione possibile e l’apprendimento esige confronto e sviluppo delle competenze sociali; una scuola a tempo pieno non è solo uno spazio di studio, ma uno spazio vitale. informale, di riferimento per la comunità locale; spazi modulari integrati con le ICT, per l’apprendimento attivo, che resta sempre il punto centrale di una didattica che cambia i suoi contenuti, ma che rimane nella storia l’elemento fondamentale per il coinvolgimento e lo sviluppo delle persone soprattutto giovani. L’ambiente, com’è noto, è il terzo insegnante, contestualizza la didattica; non impariamo memorizzando i fatti, ma interagendo con gli altri e con l’ambiente circostante, non solo a scuola, ma in un contesto complesso e multidimensionale. Pertanto no n si può concepire un edificio scolastico come modello unico: il concetto di ambiente di apprendimento deve tenere conto del modo in cui gli spazi vengono usati nel tempo, delle interazioni tra insegnanti e allievi, dei contenuti, delle leadership, nonché delle politiche educative. Un approccio che supporti la ricerca, la collaborazione, l’apprendimento personalizzato e autoregolato, dove gli studenti possano lavorare in gruppo e così pure gli insegnanti con diversi gruppi di studenti che lavorano a progetti o di età diverse. Occorrono spazi flessibili da riorganizzare con facilità e rapidità. Con l’economia della conoscenza ci vogliono competenze digitali dinamiche: cognitive, sociali ed emotive e quindi l’ambiente deve essere valutato in modo polifunzionale, in relazione alla comunicazione interna ed esterna, al benessere degli studenti, all’apprendimento. Sono necessarie progettazioni partecipate capaci di comprendere i rapporti sociali secondo modalità tipiche di ogni scuola, una programmazione flessibile che elabora gli apprendimenti secondo modalità di ricerca (biblio-

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