La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 5 Spi r i tual i tà Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM D ante è per i credenti, oltre che poe- ta dall’altissimo canto, un maestro di fede, di speranza e di carità, le virtù teologali infuse nel battesimo, che caratte- rizzano la vita cristiana. Abbiamo due documenti ufficiali del ma- gistero pontificio che confermano il valore cristiano della Divina Commedia. Benedetto XV infatti scrisse un’enciclica il 30 aprile 1921, ricorrendo il 6° centenario della morte del poeta. In essa afferma che Dante professò in modo esemplare la reli- gione cattolica: fu nutrito di sapienza cristiana e, pur po- lemizzando contro la mondanizzazio- ne della Chiesa nei Papi e nella gerarchia, ritenne la Chiesa Madre piissima e spo- sa del Crocifisso. Egli deve alla fe- de cattolica la sua grandezza. Inoltre Paolo VI nella Lettera apo- stolica del 7 dicem- bre 1965 definisce il poeta «Il Signore dall’altissimo canto». Egli è della religione cattolica, perché tutto spira amore a Cristo; afferma infatti che la fede «come stella in cielo in me scintilla» (Par. XXIV,147) e che essa è «questa cara gioia, sopra la quale ogni virtù di fonda» (Par. XXIV, 89-90). La Divina Commedia è un cammino di fede, di speranza e di carità, un «itinerarium mentis in Deum». Dante sperava moltissimo di essere inco- ronato poeta cristiano sul fonte del suo bat- tesimo, ma questo sogno non si realizzò mai nella sua vita. Solo nel 1965, sesto centena- rio della nascita del poeta, Paolo VI, memore di questo desiderio del poeta, fece collocare una corona d’oro col monogramma di Cristo nel Battistero di San Giovanni a Firenze, dove Dante era diventato cristiano. «Abbiamo feli- cemente potuto far sì che nel battistero del «mio bel San Giovanni» — dove, purificato dal sacro lavacro, divenne cristiano e fu chiama- to Dante — con grande concorso di Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II - fos- se incastonato in una corona d’allo- ro dorata il mono- gramma in oro di Cristo, dono da Noi inviato per attesta- re la grandissima riconoscenza del mondo cristiano per aver cantato in modo mirabile «la verità che tanto ci sublima» (Paolo VI, Altissimi cantus, 15). Dante riassume nella sua opera tutta la tradizione culturale del laico cristiano del Medioevo e presenta il cammino di redenzione del singolo e dell’u- manità. È evidente la finalità religiosa: am- monire gli uomini perché si ravvedano, ritro- vino la guida della propria ragione e della fede cristiana, lottino per costruire sulla terra il regno di pace e giustizia, premessa per raggiungere la Gerusalemme celeste e l’incontro con il mistero di Dio. DANTE, MAESTRO DI VITA SPIRITUALE. LE VIRTÙ TEOLOGALI DELLA FEDE, SPERANZA E CARITÀ
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