La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 40 e negli studenti; pertanto gli accordi di re- te saranno conclusi proprio con quegli enti istituzionali o del Terzo settore in grado di realizzare con le istituzioni scolastiche pro- gettualità efficaci, che meritano di essere ri- proposte coinvolgendo, nel corso del tempo, tutti gli alunni e gli studenti di una scuola. Le proposte spesso episodiche del passato, pur se efficaci, devono lasciare spazio a modelli più stabili ed organizzati. L’art 3 del D.M. stabilisce poi quali sono le modalità attuative con cui le istituzioni sco- lastiche sottoscrivono gli accordi di rete cita- ti. Gli elementi da considerare in tali accordi devono riguardare ciascuno degli anni di ri- ferimento e sono assolutamente vincolanti: anzitutto va specificata la finalità della col- laborazione, che dovrà essere coerente con i traguardi di sviluppo delle competenze, con gli obiettivi specifici di apprendimento ed i risultati di apprendimento, così come indica- ti nel curricolo elaborato dall’istituzione sco- lastica in conformità alle Linee Guida per l’E- ducazione civica. Gli altri elementi essenziali dell’accordo sono le tematiche da affronta- re, la specificazione dei tempi e dei luoghi degli interventi, l’indicazione dei destinatari (classe o gruppi di classi), la previsione delle metodologie da adottare, il riferimento ai ri- sultati attesi e ai prodotti finali da elaborare. Occorre poi prevedere un’attività di monito- raggio delle azioni e, per la fase conclusiva, attestati di partecipazione e, per gli studenti del secondo ciclo, specifici questionari che siano di stimolo allo sviluppo del pensiero critico; in ultimo occorrerà redigere una re- lazione finale con l’indicazione dei risulta- ti effettivamente raggiunti. Naturalmente, sarà possibile aggiungere ulteriori elementi, in esercizio ed applicazione dell’autonomia scolastica. L’art. 4 del D.M. prevede i criteri per l’in- dividuazione dei soggetti con cui le scuole attivano le collaborazioni: sia per i soggetti istituzionali che per gli enti del Terzo setto- re, le aree tematiche sono quelle indicate nell’art. 3 della L. 92: a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli orga- nismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale; b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea con enti o associazioni che operano sul ter- ritorio, in verità, sono sempre state attuate dai docenti in relazione a progetti o attivi- tà programmate: a titolo esemplificativo si potrebbero citare i progetti riconducibili al «Consiglio comunale dei bambini e dei ragaz- zi», o magari quelli condotti in sinergia con associazioni di volontariato, con esperienze dirette di tutela ambientale, in ambiente marino «ripuliamo la spiaggia» o forestale «salviamo il nostro bosco» o ancora opera- zioni di recupero culturale quali «adottiamo un monumento della nostra città». Queste, ed altre innumerevoli esperienze già condot- te in passato, vanno ora riprese e rielaborate all’interno di un contesto educativo e civi- co, inserite all’interno di un patrimonio di valori riconosciuti e tutelati dalla Carta co- stituzionale o da altre fonti normative nazio- nali o convenzioni internazionali. In questo quadro poi occorre fare riferimento anche agli obiettivi dell’Agenda 2030, che coinvol- gono le Istituzioni scolastiche in percorsi di apprendimento che possono trovare agganci con molteplici aspetti della realtà. I percorsi di Educazione civica dovranno trovare quindi senso in attività che le scuo- le potranno proporre ad alunni e studenti di ogni ordine e grado in sinergia con enti pub- blici, locali, regionali, nazionali e con gli enti del Terzo settore particolarmente impegnati sul fronte della cittadinanza attiva. Solo così i bisogni educativi potranno ricevere risposte concrete e d efficaci. L’art. 2 del D.M. in esame, nel riprodurre il dettato dell’art. 8 della L. 92, ridefinisce l’impegno delle istituzioni scolastiche di co- stituire reti, anche di durata pluriennale, con altri soggetti istituzionali e con enti del Terzo settore già impegnati nella promozione del- la cittadinanza attiva. In questa previsione è venuto meno l’inciso riferito al mondo del volontariato (esplicitato nell’art. 8 della leg- ge), in quanto le associazioni di volontariato sono considerate enti del Terzo settore, se- condo la previsione dell’art. 4 D. Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore). È del tutto evidente, nel momento in cui si parla di pluriennalità degli accordi, che l’intento è quello di rendere sistematiche e continuative quelle esperienze che, in maniera più signifi- cativa, possano lasciare un segno negli alunni
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